X Domenica del Tempo Ordinario

X Domenica del Tempo Ordinario

Lun, 04 Giu 18 Lectio Divina - Anno B

Nella pericope evangelica di questa domenica troviamo due racconti, uno all’interno dell’altro. Possiamo infatti mettere i vv. 20- 21 e 31-35 con il titolo di “la vera famiglia di Gesù” mentre i vv. 22-30 con quello di “Gesù mette fine al regno di Satana”.

Troviamo Gesù che, come di solito, è circondato dalla folla così numerosa che non trova il tempo per mangiare. Questo ci rivela la dedizione di Gesù verso la gente, il suo amore, il suo essergli “pastore”. Il suo desiderio inoltre è quello di insegnare a tutti la via che conduce al Padre.

Ma questa passione per l’annuncio viene interpretata dai suoi parenti come una pazzia: per questo vorrebbero portarlo via. Gesù è rifiutato dai parenti, è rifiutato dai suoi allora e anche ora perché la sua proposta è controcorrente. Ma questa follia è la sapienza di Dio che sa strappare dalla morte e donare la vita vera. Occorre conversione del pensiero e del cuore; occorre farsi poveri e umili, trascurare se stessi per donarsi agli altri.

Qui comincia il secondo racconto: ci sono dei maestri della legge che sono arrivati da Gerusalemme, luogo del rifiuto e della condanna, che ritengono Gesù posseduto da Satana.

Attraverso le domande che Gesù stesso pone, vuole dimostrare quanto siano assurde queste accuse. Gli accusatori vedono i miracoli di Gesù ma si rifiutano di accoglierli come segni della presenza del regno di Dio in mezzo a loro. Sono sazi della loro sapienza, della loro conoscenza della legge. È come fossero dei ciechi davanti all’evidenza dei fatti che Gesù mostra: Egli scaccia Satana e quindi non può essere dalla sua parte.

Gesù riprende e amplia il concetto dimostrando che la sua azione è diretta contro di lui, contro “l’uomo forte” che vigila la “sua casa”. Gesù è venuto per mettere fine al regno di Satana e al peccato che tiene l’uomo separata da Dio. Solo lui, in quanto Figlio di Dio, può, con la sua potenza e volontà scacciare Satana.

Il v. 28 riporta un’affermazione molto forte: non verrà perdonato il peccato che rinnega l’opera divina; di chi cioè non riconosce l’azione e la presenza di Dio, attraverso il suo Spirito, in Gesù dopo la sua croce e risurrezione. Chi lo rifiuta si rende cieco, non capace di riconosce l’amore e il perdono incondizionato di Gesù.

Gli ultimi versetti ci fanno comprendere chi è la famiglia di Gesù. Chi sa accogliere Cristo Gesù e la sua parola intesse con lui legami nuovi, rapporti fondati sull’amore donato da Dio. La sua vera famiglia ha legami differenti da quelli di sangue. E quindi Egli non appartiene più a loro in quanto il solo legame di sangue non permette loro di capire Gesù e quindi di accoglierlo.

Si è “familiari” di Gesù facendo la volontà del Padre e accogliendo Gesù, che è l’immagine del Padre. Solo seguendo Gesù il Cristo si trova la fonte della vita e l’amore del Padre ci rende tutti fratelli.

“Chi lo ascolta, non solo si trasforma in lui, diventandogli fratello e sorella. Partecipa misteriosamente alla maternità stessa di Maria, che lo ha generato al mondo”. (Silvano Fausti, Ricorda e racconta il Vangelo, pag 127)

Domande per una riflessione personale
Quanto sono capace di oppormi con forza a ciò che oggi impedisce il compimento del Regno?
Le mie scelte e le mie azioni sono intrise di carità?
Posso dire che, come Gesù, vivo la mia esistenza più preoccupato degli altri che di me stesso?
Sento la mia vicinanza a Gesù? Come costruisco questa “relazione di parentela” con lui?