XX Domenica del Tempo Ordinario

XX Domenica del Tempo Ordinario

Lun, 12 Ago 19 Lectio Divina - Anno C

Tre letture accomunate dalla scelta che ci viene dalla speranza della Parola di Dio. Anche nei momenti più bui in cui in cui si insinua in noi il senso di impotenza perché non abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare e magari ci sembra troppo tardi, possiamo sempre scegliere di andare avanti. Non c’è speranza più grande di questa.

È la Parola che ha fatto scegliere a Geremia la via giusta da seguire e di diventare un profeta coerente fino in fondo a quella Parola così scomoda e così poco conciliante con i capi del popolo. Non cambia la sua posizione di portavoce del suo Dio e pur di non piegarsi ai loro giochi non si ribella alla sua condanna e preferisce sprofondare nel fango della cisterna.

Ma la fiducia nel suo Signore e la speranza non lo abbandonano, Egli sa che Dio gli è sempre vicino ed accetta di esporsi al pericolo della morte pur di annunciare sempre la Verità.

Alla fine viene liberato da un amico che per aiutarlo sceglie di esporsi al pericolo di essere condannato, ma che sceglie la via più giusta.

Paolo nella lettera agli Ebrei esorta i cristiani a scegliere la giusta via, li esorta ad abbandonare tutto ciò che è di peso ed il peccato che ci assedia per correre nella corsa che ci sta davanti chiamati dall’unico nostro Signore senza distogliere lo sguardo da Gesù che ci precede sulla via del Calvario verso la salvezza, tenendo lo sguardo sempre fisso a Gerusalemme.

Solo così, tenendo sempre al centro della nostra vita Gesù, e pensando sempre a Lui possiamo avere l’energia per giungere alla meta, lottando con forza e resistendo al male. Solo tenendo gli occhi e il cuore fissi su Gesù e credendo in Lui non ci si stanca, non ci si perde d’animo e si trova la speranza per non perdere la giusta strada.

Nel brano del Vangelo di questa domenica l’evangelista Luca mette in rilievo i momenti tragici e difficili in cui i cristiani vivono. I contrasti e le persecuzioni stanno generando paura e smarrimento sia nelle comunità che nelle stesse famiglie dove per paura o per malvagità esistono inganni tradimenti.

«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!» È un messaggio chiaro quello di Gesù. "Disse ai suoi discepoli". Il fuoco che è venuto a gettare sulla terra è il fuoco dell’Amore divino, è il fuoco dello Spirito Santo, è lo Spirito Santo, e in Lui si sente l’urgenza di attuare il disegno del Padre, che è anche la sua stessa volontà. Quello Spirito che è sceso su Gesù al Giordano e che lo accompagna fino alla sua morte e resurrezione e che sempre lo ha aiutato a scegliere il volere del Padre suo, sarà il Fuoco che aiuterà i discepoli e noi cristiani a scegliere sempre la giusta via in mezzo ai compromessi e alle tentazioni. Anche noi dovremo portare il fuoco della Verità tra i nostri fratelli per ridurre in cenere gli idoli che imperano nel mondo, a partire da quelli del benessere, del denaro, del potere. E per fare questo dovremo sempre mettere al primo posto la vita di Gesù soprattutto nel mistero pasquale «della sua beata Passione, Risurrezione da morte e gloriosa Ascensione, mistero col quale “morendo ha distrutto la nostra morte e risorgendo ci ha ridonato la vita” (Pref. pasq.)». 

«C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!» Gesù si presenta ancora una volta ai suoi discepoli ed a tutti noi come il modello a cui volgere sempre lo sguardo e il cuore per essere veri suoi credenti e per farci comprendere sempre più quello che tante volte ha detto, ma allora non è stato ben compreso e molto spesso anche ora lo dimentichiamo: la salvezza di ognuno di noi, la salvezza della Chiesa passa attraverso il nostro donarsi totalmente per il bene dell’altro.
Egli quindi con quelle parole, «c'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!» esprime il desiderio di passare attraverso il battesimo del sacrificio della croce facendo intravedere ai discepoli il significato del sacrificio per la salvezza di tutti.

Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. Nel mondo di allora, come nel mondo odierno l’ansia di pace pervadeva e pervade ovunque. Gesù dichiara quasi brutalmente che nessuno si deve illudere. Egli paradossalmente non è venuto a portare «la pace sulla terra», bensì la pace messianica. Egli ci fa comprendere come una pace a misura d’uomo non sempre corrisponde al dono di pace che Dio Padre, attraverso suo Figlio, vuole assicurare all’intera umanità.

E proprio per Lui ci saranno violenze e distruzioni: gli uomini si divideranno in fazioni pro o contro di Lui, ci saranno scontri nelle case, tra i popoli, ovunque l’uomo che crede in Cristo e nei suoi valori si scontrerà con coloro che obbediscono ad altre convinzioni secondo la mentalità terrena.

Ripetiamo quindi le parole della Colletta di questa domenica come nostra preghiera a Dio Padre perché aiuti l’umanità lacerata a rimarginare le proprie ferite e a rivolgerci sempre all’aiuto del Signore per il bene di tutti.

O Dio, che nella croce del tuo Figlio,
segno di contraddizione,
riveli i segreti dei cuori,
fa' che l'umanità non ripeta
il tragico rifiuto della verità e della grazia,
ma sappia discernere i segni dei tempi
per essere salva nel tuo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...