Il Tempo di Avvento

Il Tempo di Avvento

Mar, 27 Nov 18 Formazione liturgica

Le origini storiche del tempo di Avvento risalgono al IV secolo in Gallia e in Spagna. In questi paesi i fedeli venivano invitati a frequentare l’assemblea durante le tre settimane che precedono la festa dell’Epifania, a partire quindi dal 17 dicembre. Questo tempo liturgico ha inizialmente quasi un carattere penitenziale; i cristiani sono invitati ad avere un atteggiamento sobrio, evitando ogni genere di dispersione. Sembra che si tratti di un periodo di preparazione al battesimo che si conferiva secondo l’uso orientale nella festa dell’Epifania, che ricordava pure il battesimo di Gesù.

In Francia un testo di Ilario di Poitiers (+ 367) parla di tre settimane di penitenza con pratiche ascetiche e penitenziali come reazione alle feste pagane della fine del mese di dicembre. Nel secolo V esiste addirittura un tempo specifico di preparazione al Natale preceduto da sei settimane. San Massimo di Torino in un suo sermone scrive: “ In preparazione al Natale del Signore, purifichiamo la nostra coscienza da ogni macchia; riempiamo i suoi tesori con l’abbondanza di diversi doni…”. A Roma il tempo di avvento si conosce a partire dal VI secolo; qui  con S. Gragorio Magno si passa  dalle sei settimane  (come ancora  si mantengono nel rito ambrosiano) a quattro e acquista un carattere spiccatamente escatologico.
A parte queste brevi notizie storiche, l’Avvento è sicuramente il tempo liturgico dell’attesa gioiosa di Cristo; un’attesa che vede coinvolta la comunità dei credenti operosa e vigilante, pronta a rendere ragione della speranza. Per questo siamo sollecitati a metterci alla scuola del Signore, maestro della nostra vita, che ci esorta continuamente a risvegliare la fede a volte sopita dalle preoccupazioni di questo mondo o da una certa indifferenza che può sorprenderci… L’itinerario liturgico che stiamo per percorrere (ciclo A) ci spinge a mettere al centro della nostra attenzione la figura di Gesù come Colui che è l’eterno Atteso delle genti. Ci guidano e ci accompagnano in questo tragitto Maria, la madre, e Giovanni Battista, che lo precede  annunciandolo e indicandolo al mondo.
La teologia e la spiritualità di questo tempo sono caratterizzate dalla scelta specifica delle letture e dalla eucologia; si tratta di testi molto belli, ispirati ai sermoni di san Leone Magno e alla riflessione della tradizione cristiana come si deduce dagli antichi Sacramentari (Veronese, Gelasiano, Rotolo di Ravenna ...).
Nel primo periodo che va dalla prima domenica di avvento fino al 17 dicembre, nel lezionario feriale si leggono brani del profeta Isaia e vengono proposte pericopi che confermano l’adempimento delle Scritture nella venuta messianica di Gesù. In questa prima parte prevale la dimensione escatologica, mentre dal 17 al 24 dicembre prevale l’attesa memoriale dell’incarnazione di Cristo; si leggono oracoli profetici riguardanti la nascita del Messia e brani evangelici di Matteo e Luca concernenti i fatti che hanno preceduto la nascita di Gesù. Nella messa, come canto al vangelo e durante il vespro come antifone al Magnificat vengono cantate le bellissime antifone maggiori che iniziano con quel grido di stupore “O” ed un titolo messianico.
C’è da sottolineare che la liturgia ci fa contemplare le venute di Cristo in intimo rapporto fra loro; si parla in tutti i testi di due venute. Come si diceva nella prima parte del tempo di Avvento la preghiera della chiesa è fortemente impregnata di senso escatologico. Il Signore che viene è il tema più importante… Maranhathà  cantiamo con insistenza. Il verbo venire richiama l’intervento di Dio nella storia in Cristo Gesù, che è inviato come dono nel mondo per rinnovarlo e per fare di noi le sue creature.

La Chiesa va incontro al suo Signore perseverando nel bene, nella santità della vita, nella lode e nell’esultanza e nella gioia che si compirà alla fine dei tempi. Sono tutti i temi caratteristici di tale periodo liturgico! Man mano che ci avviciniamo al Natale, l’attenzione si concentra sull’incarnazione e Maria ha un ruolo ovviamente di primissimo piano, a partire già dall’otto dicembre, con la solennità dell’Immacolata Concezione. Maria è il modello dell’esistenza umana pienamente realizzata. Ella si è resa disponibile all’invito di Dio e ha detto Sì all’amore. Il ruolo della Vergine è determinante, per questo è veramente Donna dell’Attesa e noi siamo chiamati a imparare da lei ad aspettare Colui che è già venuto e che verrà, con quei gesti, segni e sentimenti che devono caratterizzare la vita di ogni cristiano.