Il Tempo Ordinario: Tempo della sequela

Il Tempo Ordinario: Tempo della sequela

Lun, 21 Mag 18 Formazione liturgica

Con la solennità di Pentecoste si conclude il tempo del "lietissimo spazio" che ha invaso di gioia tutta la Comunità dei credenti effondendo i doni dello Spirito su ogni creatura. La gioia pasquale continua nel Tempo ordinario soprattutto la domenica, Pasqua della settimana, giorno santo in cui celebriamo la risurrezione di Gesù; giorno in cui veniamo ricreati dalla Parola ascoltata e celebrata, dal Corpo e Sangue di Cristo versato per tutti!
La domenica, «festa primordiale» dei cristiani (Sacrosanctum Concilium, n. 106), nasce il mattino del giorno della risurrezione, il primo giorno dopo il sabato, e occupa un suo ruolo fondamentale durante tutto l’anno liturgico. Ad esempio nella II domenica di Pasqua, dove il tema del riunirsi “otto giorni dopo” per fare esperienza della presenza del Risorto in mezzo ai suoi discepoli, è particolarmente forte.

Nel tempo ordinario la Chiesa fa esperienza in un modo particolare della centralità della domenica per la sua vita. La domenica, il primo giorno della settimana, è il primo giorno della creazione, quando Dio separò la luce dalle tenebre; questo giorno è inoltre “il primo giorno dopo il sabato”, giorno della risurrezione del Signore, e pertanto “primo giorno” della creazione rinnovata; infine la domenica è “l’ottavo giorno”, giorno che porta in sé simbolicamente e significativamente la pienezza della speranza. Tutti questi tratti del “volto” della domenica sono raccolti in modo molto efficace in un testo liturgico, il Prefazio X per le domeniche del tempo ordinario:
«Oggi la tua famiglia, riunita nell’ascolto della tua Parola e nella comunione dell’unico pane spezzato fa memoria del Signore risorto nell’attesa della domenica senza tramonto, quando l’umanità intera entrerà nel tuo riposo».

Il tempo ordinario è tempo in cui siamo insistentemente sollecitati a metterci in ascolto della Parola del Signore: ascoltare significa dunque fare spazio, mettendo a tacere ogni alta voce; così la parola e i gesti di risposta che nascono dall’ascolto stabiliscono una relazione vera che permette di integrarsi in una rete di rapporti che danno significato alla propria esistenza. La Chiesa stessa nasce e vive dall’ascolto della parola del Signore che si incontra con la domanda di senso che abita ogni essere umano. Queste due parole – dell’uomo e di Dio – non si ascoltano mai una volta per tutte, perciò la Chiesa è chiamata ad accoglierle quotidianamente sempre come nuove nel contesto storico in cui vive.

Nel tempo ordinario, come afferma l’Ordinamento delle letture della messa (OLM), l’elemento che, in modo ancor più significativo che negli altri tempi liturgici, costituisce il culmine e nello stesso tempo il cuore della liturgia della Parola, è la lettura dei Vangeli. Sempre nella liturgia della Parola l’elemento principale è costituito dal Vangelo: OLM, n. 13: La lettura del Vangelo costituisce il culmine della stessa liturgia della Parola», proprio perché la celebrazione eucaristica è sempre celebrazione del mistero di Cristo che nel vangelo viene “narrato”. L’OLM al n. 10, mentre parla del nesso tra sacra Scrittura ed Eucaristia afferma: «Nella parola di Dio si annunzia la divina alleanza, mentre nell’Eucaristia si ripropone l’alleanza stessa, nuova ed eterna. Lì la storia della salvezza viene rievocata nel suono delle parole, qui la stessa storia viene ripresentata nei segni sacramentali della liturgia».
La liturgia della parola domenicale ha in sé una grande ricchezza, che culmina con la proclamazione del Vangelo. Così, durante il tempo ordinario e nel corso dei tre cicli annuali, la Chiesa ci propone una selezione ordinata di passi evangelici, che ci permettono di ripercorrere la vita del Signore.

Siamo in cammino dunque!... Continuamente protesi verso il Regno dei cieli che costruiamo tappa dopo tappa nell’arco dell’anno liturgico che, come sappiamo, ha il centro nella Pasqua di Gesù. Nella ferialità del tempo che scorre noi veniamo abilitati a rendere grazie, sempre e in ogni luogo.

In questo tempo i paramenti liturgici sono caratterizzati dal colore verde, simbolo della speranza e indica la vita nel suo aspetto di quotidianità e ferialità.

Il Tempo Ordinario o «per annum» (= che scorre durante l’anno) è formato da 34 domeniche variamente dispiegate nel corso dell’anno:
a) dal lunedì dopo il Battesimo del Signore (prima settimana del TO)
b) dal lunedì dopo Pentecoste ai primi vespri della prima domenica d’Avvento.
c) Nel corso dell’anno le prime due domeniche dopo Pentecoste sono occupate dalle solennità della Trinità e del Corpo e Sangue di Cristo; l’ultima dalla solennità di Cristo Re.

Il nostro itinerario procede sempre sotto lo sguardo misericordioso della Trinità Santissima; solennità che ci fa contemplare la bellezza dell’eterna e misteriosa comunione tra Padre, Figlio e Spirito Santo. Questa festa nasce nell`epoca carolingia come devozione privata alla Santissima Trinità, e fin dal secolo X alcune Chiese hanno già una festa a parte; la festa fu accolta in Gallia ed in Germania. Papa Giovanni XXII l`approva nell`anno 1334 e la festa si diffonde in tutta la Chiesa seguendo la decisione precedente del Sinodo di Arles (1263), in cui si raccomanda di celebrarla la prima domenica dopo la Pentecoste.

Elisabetta della Trinità (nasce ad Avord, 18 luglio 1880 – muore a Digione, 9 novembre 1906, è stata una monaca cristiana e mistica francese dell'Ordine dei carmelitani scalzi. Beatificata nel 1984, è stata proclamata santa da papa Francesco nel 2016) ha composto una preghiera alla Trinità che invito a fare nostra:

Mio Dio, Trinità che adoro,
aiutatemi a dimenticarmi interamente,
per fissarmi in voi, immobile e quieta come se la mia anima fosse già nell'eternità;
che nulla possa turbare la mia pace o farmi uscire da voi, mio immutabile Bene,
ma che ogni istante mi porti più addentro nella profondità del vostro mistero.

Pacificate la mia anima,
fatene il vostro cielo, la vostra dimora preferita e il luogo del riposo;
che io non vi lasci mai solo, ma sia là tutta quanta, tutta desta nella mia fede,
tutta in adorazione, tutta abbandonata alla vostra azione creatrice.

O mio amato Cristo, crocifisso per amore,
vorrei essere una sposa del vostro Cuore;
vorrei coprirvi di gloria e vi chiedo di rivestirmi di Voi stesso,
di immedesimare la mia anima con tutti i movimenti della vostra Anima,
di sommergermi, d'invadermi, di sostituirvi a me,
affinché la mia vita non sia che un'irradiazione della vostra vita.
Venite nella mia anima come Adoratore, come Riparatore e come Salvatore.

O Verbo Eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vita ad ascoltarvi;
voglio farmi tutta docilità per imparare tutto da voi.
Poi, attraverso tutte le notti, tutti i vuoti, tutte le impotenze,
voglio fissare sempre Voi e restare sotto la vostra grande luce.

O mio Astro amato,
incantatemi, perché non possa più uscire dallo splendore dei vostri raggi.

O Fuoco consumatore, Spirito d'amore,
scendete sopra di me,
affinché si faccia della mia anima come un'incarnazione del Verbo,
ed io sia per Lui un'aggiunta d'umanità nella quale Egli rinnovi tutto il suo mistero.

E Voi, o Padre,
chinatevi sulla vostra piccola creatura,
copritela con la vostra ombra, e non guardate in lei che il Diletto
nel quale avete riposto tutte le vostre compiacenze.

O miei TRE, mio Tutto,
mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo,
mi consegno a Voi come una preda.
Seppellitevi in me, perché io mi seppellisca in Voi,
in attesa di venire a contemplare, nella vostra luce,
l'abisso delle vostre grandezze.

In questa esplosione di luci e colori che caratterizzano il tempo post pasquale e il tempo dell’ordinarietà c’è poi la Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Sollemnitas Ss.mi Corporis et Sanguinis Christi), su cui avremo modo di riflettere nell’imminenza della festa…

Da quest’anno in poi il lunedì successivo alla Pentecoste sarà dedicato alla celebrazione della «Beata Vergine Maria Madre della Chiesa»: Papa Francesco ha deciso di inserire la nuova «festa» nel Calendario Romano Generale, rendendola così obbligatoria per tutta la Chiesa di Rito Romano. Il sito «Vatican news», spiega: «Il Papa vuole promuovere con questa iniziativa la crescita del senso materno della Chiesa nei Pastori, nei religiosi e nei fedeli, come anche della genuina pietà mariana».

Non mancano le motivazioni per prolungare la gioia pasquale, così come sentire la brezza dello Spirito che lungo l’intero anno non smette di soffiare come vento leggero!
Il tempo ordinario vuole educarci a riprendere contatto con quanto di bello e di buono ciascuno di noi ha ricevuto nei sacramenti; è tempo di andare incontro allo Sposo nella semplicità dei giorni.
La spiritualità del Tempo Ordinario ci fa scoprire che la vita non è fatta solo di grandi momenti, di grandi eventi, ma di fatti piccoli e soprattutto costanti.