Le note del discernimento

Le note del discernimento

Mar, 28 Nov 17 Discernimento

Il discernimento spirituale può essere paragonato ad un’orchestra: ogni strumento deve seguire la sua partitura musicale perché le diverse note possano fondersi in una melodia armonica, coinvolgente e bella. Anche il discernimento ha le sue note fondamentali, cioè i requisiti essenziali che lo attivano, perché ci sia un discernimento autentico e fruttuoso della volontà di Dio in una situazione concreta. Sono cinque le note del discernimento spirituale.

Il desiderio di fare la volontà di Dio. Il desiderio è l’input che attiva ogni processo. Al cuore del discernimento spirituale c’è il desiderio di fare la volontà del Padre, che solo può essere scoperta e realizzata nella libertà propria dei figli, nella convinzione che il suo compimento rappresenta il meglio per se stessi, per gli altri e per la storia dell’umanità.

L’apertura a Dio: la preghiera. La preghiera è la linfa vitale del discernimento. Si tratta innanzitutto di aprirsi al piano di Dio nella storia. Il discernimento è uno stato di attenzione costante a Dio. Ciò che conta è fissare lo sguardo sul Signore e lasciarsi guardare, scoprendo con riconoscenza e meraviglia quanto Lui ci ama. Attraverso il discernimento viviamo la bellezza di una vita quotidianamente consegnata all’azione di Dio: è la bellezza di vivere nella familiarità con Dio.

La conoscenza di Dio. Il discernimento spirituale ha senso se ci troviamo e muoviamo all’interno del progetto di salvezza di Dio. Questo presuppone la conoscenza di esso. Sono molti i canali che Dio ci offre per farci conoscere la Sua volontà: la Sacra Scrittura, la Tradizione, il Magistero, i carismi dei Fondatori, le vite dei santi, che sono un’esegesi vivente della volontà di Dio. Tutti questi sono i luoghi che ricordano come il cuore materno di Dio sia rivolto verso ciascuno di noi. Tutto questo patrimonio è custodito, trasmesso, approfondito e interpretato dalla Chiesa, la quale ci consegna questa via chiara lungo la storia.

La conversione. La condizione che rende possibile un autentico discernimento è la conversione (cf. Rm 12,2), cioè l’uscita dal nostro egoismo, dai nostri schemi di valutazione preconfezionati. Essa richiede un cambiamento interiore, profondo. San Paolo interpreta il discernimento spirituale a partire da questa trasformazione radicale, interiore, che ci coinvolge nella nostra totalità. Dio ci parla nell’intimo della nostra coscienza: ci offre la possibilità di aprirci al bene in quanto tale, di cogliere i valori esistenziali, di ricercare ciò che ci rende autenticamente umani, d’imparare a convertirci allo stile di Dio.

Amare la volontà di Dio. L’orizzonte verso il quale siamo incamminati non è una pura accoglienza della volontà di Dio; molto più profondamente, si tratta di un’adesione. Siamo cioè chiamati a fare nostra la volontà di Dio attraverso un progressivo cammino d’interiorizzazione. La volontà di Dio non rimane qualcosa di esterno a noi, ma diventa parte di noi, fino ad amare le scelte di Dio. Queste ci diventano sempre più familiari. È un cammino di personalizzazione e di appropriazione. Il contenuto della volontà di Dio viene compreso dalla mente che ne scopre la ragionevolezza, diventa attrazione per il cuore, che ne coglie la bellezza e infine la volontà lo traduce in scelte di vita. In questa apertura totale, che è apertura di mente, cuore e volontà, scopriamo la libertà di fare «le cose di Dio» per amore, riconoscendo la nostra identità di figli amati