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La Tenda della Pace: sentieri di pace e umanizzazione 2

La Tenda della Pace: sentieri di pace e umanizzazione 2

Ven, 05 Giu 26 Conoscere la Chiesa

Si è svolta giovedì 28 Maggio la seconda Giornata della Settimana sulla Chiesa 2026, dal tema “Chiese, Fedi e associazionismo ai crocevia dell’Umanità. Le Tende della Pace: Percorsi di Pace e di umanizzazione”. Questo secondo appuntamento è stato curato dal Gruppo di Dialogo Interreligioso per la Pace di Cosenza, che nella Tenda ha scelto di dare testimonianza sull’argomento Sentieri di Pace e umanizzazione tra filosofia, scienza, fede e spiritualità.

L’evento ha goduto del patrocinio dell’Università della Calabria e si è svolto presso il Centro Congressi dell’Ateneo. L’Università, come ha affermato il Prof. Giuseppe Guido, Delegato del Rettore per la Socialità, è certamente un luogo di incontro, ma anche un crocevia di anime di diversa nazionalità, cultura e fede, verso le quali l’Università ha mostrato sempre attenzione, affiancando agli studi il servizio spirituale offerto nella Cappella universitaria dai Padri Dehoniani. Sensibilità che l’Unical ha confermato nel 2023 destinando anche una sala a spazio interreligioso, denominato “Luogo del Silenzio”. A promuoverlo la Prof.ssa Laura Corradi, Sociologa delle Disuguaglianze e delle differenze, su input del compianto Prof. Alberto Ventura, che pure fu attento e partecipe estimatore del Gruppo Interreligioso cosentino. Nei suoi saluti la docente ha sottolineato come l’interesse della sociologia verso le religioni e la spiritualità sia piuttosto recente, ma necessaria per potersi interfacciare con fenomeni del momento come le guerre o la cultura del Transumanesimo, del Postumanesimo e altro.

Padre Emanuele Sgarra nel suo saluto ha testimoniato la necessità sempre maggiore di fornire risposte alla ricerca spirituale dei giovani.

Ha coordinato gli interventi l’Avv. Fabio Mandato, teologo e giornalista. Hanno discusso del tema la Prof.ssa Barbara Barone, filosofa e antropologa neo-esistenziale, specializzata in Psico-sintesi, il Prof. Ferdinando Brancaleone, filosofo, psicoterapeuta e antropologo neo-esistenziale ed il Prof. Giovanni Amendola, matematico, filosofo e teologo, dialogando con i diversi punti di vista delle Fedi. Il confronto tra gli esperti ha trovato comune accordo sulla necessità di porre argine ai filoni culturali che orientano in senso capitalistico il desiderio di “andare oltre”, di trascendenza, che è proprio dell’Uomo, riducendolo così a una dimensione materialistica dell’umano; cioè ai soli aspetti legati all’aumento della vita e delle proprie capacità fisiche, mentre il desiderio dell’oltre sarebbe da intendersi nell’aspetto qualitativo, ovvero come progressione nella via di umanizzazione, che ha come termine ultimo la divinizzazione.

Piena consonanza delle scienze umane, filosofiche e teologiche è stata trovata sul valore dell’interiorità per liberare le piene potenzialità umane. È stato citato Nietzsche nella sua definizione dell’uomo come “una corda tesa” tra la bestialità e l’Oltreuomo, il Superuomo. Per gli antropologi esistenziali l’uomo è propriamente Uomo quando ha integrato la propria pluridimensionalità, somato-psichico-noetica, passaggio necessario per imparare a gestire la doppiezza della natura umana. Per l’antropologia paolina l’uomo, unità di soma-psyché-pneuma, è l’uomo nuovo rigenerato nello Spirito. Pacificare sé stessi per pacificare il mondo, è una via che anche Aurelio Diano, Responsabile Regionale del Gruppo “Darsi Pace”, ha invitato a percorrere.

Il Prof. Brancaleone commenta e parafrasa alcuni punti dell’Enciclica Magnifica Humanitas, laddove Papa Leone XIV dice che l’uomo non è un algoritmo da ottimizzare, che l’uomo è un mistero da contemplare, come invito a superare una visione scientifica riduzionista. Il Professore sottolinea la necessità di adottare nuove prospettive, tra le quali anche la fisica quantistica, che pongono la coscienza, cioè il livello interiore, spirituale, prima della capacità percettiva del cosmo. Un mistero che sta “oltre”, che la facoltà percettiva deve gradatamente acquisire, ponendosi in contemplazione quasi come un monaco. Come mónos, ciascuno è solo, ma in relazione, come il concetto di entanglement quantistico suggerisce.

La Prof.ssa Barbara Barone ha ricordato lo strumento della Psicosintesi, delineato da Roberto Assagioli, volto alla conoscenza della personalità e delle sue dinamiche inconsce, sviluppo della capacità di non farsi dominare dagli impulsi o dagli stati d'animo, realizzazione del Sé, con scoperta del proprio centro di gravità permanente e del proprio scopo di vita. Ha mostrato così la necessità di sostenere questi percorsi di integrazione dell’umano, attraverso i quali guadagnare sé stessi e al contempo acquisire la percezione di “essere-in-relazione”, che è l’essenza dell’esistenza umana, e che apre il cuore agli altri e al Tutto.

Dopo l’intermezzo canoro del contraltista Federico Viapiana, della Comunità Valdese di Dipignano-Cosenza, che ha cantato Imagine di John Lennon, sono seguiti gli interventi dei Rappresentanti delle Comunità di Fede e delle Associazioni:

  • Carlo Antonante per l’Istituto Italiano Buddista Soka Gakkai, con il mito della rete di Indra ha posto l’accento sulla realtà fondamentale dell’universo, ossia l’interdipendenza di tutte le cose, richiamando alla responsabilità personale nel proprio vivere quotidiano;
  • Simone Nardella per il Centro Culturale Islamico - alla luce del Corano - ha evidenziato come nell’uomo il peggior nemico della Pace sia l’ego, che serve Lucifero contro un Dio immensamente misericordioso e compassionevole. Ancora, che quando l’uomo, creatura fragile, da i nomi alle cose, cioè le conosce, queste vengono sottoposte al suo dominio, che non è soggiogarle. Il contributo della scienza risiede nel comprendere l’essenza di ogni cosa e persona, riconoscimento che reca pace al cuore, vero scopo della conoscenza;
  • Giuseppe Santoro ha chiarito che per la Fede Bahá'í scienza e religione sono complementari e inseparabili e che ognuno è impegnato nella libera ricerca della verità. Ha inoltre illustrato i principi fondanti della Fede Bahá'í, che sono l’unità del genere umano, l’eliminazione di ogni barriera sociale, razziale, economica e religiosa, cardini per la costruzione di una civiltà globale prospera, equa e pacifica;
  • Don Michele Fortino, Vicario Generale della Diocesi di Cosenza-Bisignano ha fatto riferimento alla propria esperienza monastica, precisando che il monaco non fugge dal mondo, ma lo assume in una dimensione superiore che unisce la contemplazione e l’azione con la preghiera. Il monaco cenobita vive però anche una vita fraterna che lo porta ad essere in relazione con i suoi confratelli. Non è quindi esente da potenziali conflittualità e anzi è chiamato a percorrere un cammino di conversione e di pacificazione interiore che porta alla piena comunione. Ha fatto riferimento in merito agli insegnamenti di Evagrio Pontico, Padre del deserto;
  • Il Pastore Alfredo Arisi della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno ha chiarito che la posizione della Chiesa verso scienza e filosofia è di apertura e dialogo, ma anche critico e su un piano gerarchico, perché le acquisizioni sul piano scientifico e tecnologico non possono oltrepassare il limite etico posto dai principi di fede, cioè il rispetto della vita, della persona umana e del Creato. La teologia avventista è alla base del sistema d’istruzione - fino al livello universitario -, del sistema sanitario ed anche del settore della ricerca. In Italia, a Firenze, ha sede l’lstituto Universitario Avventista.
  • Per la Chiesa Valdese di Dipignano-Cosenza è intervenuto Carmelo Viapiana, Delegato del Consiglio di Chiesa. Ha sottolineato il valore positivo che la Chiesa Metodista Valdese assegna alla scienza considerando la ragione come dono di Dio e la scienza come strumento a servizio dell’uomo e del creato, pur ponendo un limite etico all'applicazione pratica delle scoperte.

Ha inoltre ricordato il premio Margherita Hack ricevuto per il 2026 dalla Chiesa Valdese, per l’impegno sociale portato avanti in un’ottica laica che caratterizza da sempre la Chiesa Valdese. Una propensione al mondo che nel libro di Geremia trova il suo fondamento come dovere morale inteso come un'adesione intima e spontanea alla legge che Dio ha scritto da sempre nel cuore dell’uomo;

  • Il Pastore Eduardo Zumpano della Chiesa Libera Unita ha informato dell’incontro Ecumenico tra i Rappresentanti delle Chiese Cristiane in Italia che si terrà nei giorni dal 16 al 17 giugno, per la comune ricerca dell’unità e della pace, in prosecuzione del Patto tra le Chiese Cristiane in Italia firmato a Bari il 23 gennaio 2026, firmato anche da lui stesso come delegato della chiesa di appartenenza;
  • Don Battista Cimino, missionario della Chiesa Cattolica, ha raccontato la sua esperienza in Africa dal 1995 al 2019, dove ha vissuto direttamente l’esperienza della guerra, che lo ha ferito fisicamente ed umanamente, ma è riuscito a farne un’esperienza di fede fruttuosa costruendo in Kenya il Santuario della Divina Misericordia. Tornato a Cosenza ha fondato l’Associazione Stella Cometa Missione-Solidarietà-Convivialità, aperta a tutti e rivolta ai più fragili come via di Pace;
  • Gianfranco Sangermano Presidente della sede cosentina del Movimento di Cooperazione Internazionale, ha sottolineato che esso offre alla città molti servizi per i più fragili, soprattutto stranieri;
  • Ahmed Berraou, Presidente dell’Associazione Interculturale Islamica Daawa ha spiegato le motivazioni all’operatività di Daawa, che supporta il dialogo interreligioso e l’integrazione culturale come vie di Pace;
  • Rosa Ciacco ha illustrato le attività dell’Associazione culturale laica Coesistenza, della quale è presidente, con attività finalizzate al recupero della dimensione spirituale della persona umana e alla promozione dell’etica globale;
  • Pia Morimanno, in qualità di cattolica membro del Gruppo interreligioso, oltre alla personale esperienza in campo ecumenico, ha illustrato il cammino che la Chiesa universale e locale hanno compiuto fino ad oggi nel Dialogo ecumenico e interreligioso. Ha testimoniato il valore dell’impegno di Sr Ernesta Beccia e Sr Barbara Serratore nell’essere tessitrici di comunione nel territorio cosentino. Ha inoltre illustrato il PowerPoint che Suor Ernesta Beccia – impedita a partecipare in presenza per sopraggiunti problemi familiari – aveva preparato per descrivere le attività di promozione della Pace e del Dialogo in campo ecumenico e interreligioso svolte dalle Figlie della Chiesa nei luoghi dove operano nel mondo e in particolare nella Diocesi di Cosenza-Bisignano;

A dare il senso di straordinarietà di questa Tenda, che ha messo insieme queste diverse anime ispirate da un comune cammino di Pace, sono forse le parole proferite nei suoi saluti dal Prof. Vincenzo Bova, Sociologo dei processi culturali e comunicativi all’Unical, il quale, dopo aver sottolineato le difficoltà di una società che mette da parte la dimensione religiosa dell’uomo, ha fatto riferimento al personaggio di Neemia, citato nell’Enciclica Magnifica humanitas, per ricordare che la civiltà dell’amore non nasce da un gesto unico e spettacolare, ma da una somma di fedeltà piccole e tenaci che fanno da argine alla disumanizzazione del nostro tempo.

Il confronto, che è stato animato e coordinato con notevole e apprezzabile competenza da Fabio Mandato, con un sentimento beneaugurante si è concluso con l’esecuzione del brano musicale di Neffa “Cambierà”, da parte di Carmela Pisano, cantautrice di temi spirituali.

Trascrizione a cura della D.ssa Rosa Ciacco

Elaborazione del testo a cura della D.ssa Pia Morimanno in collaborazione con Sr Ernesta Beccia E.F.