Non perdiamo l’occasione!  Via Crucis degli universitari 2021 nella Basilica di San Francesco.

Non perdiamo l’occasione! Via Crucis degli universitari 2021 nella Basilica di San Francesco.

Ven, 12 Mar 21 Giovani Comunità

Può essere risultato scandaloso per qualcuno il tentativo -fatto dalla Pastorale universitaria di Siena, assieme al rettore, don Roberto Bianchini e alle suore Figlie della Chiesa- di proporre anche per quest’anno il momento di preghiera della via Crucis per gli universitari. Gli studenti e le studentesse assieme alla comunità cittadina non hanno perso l’occasione per riunirsi nella basilica di San Francesco, attorno al cardinale, S. Em. Mons. Augusto Paolo Loiudice, guardando all’unico vero “scandalo”: la croce di Gesù. Il legno innalzato nella navata della chiesa ha ricordato a tutti che il volto dell’Uomo, trafitto dal dolore eppure raggiante di luce, è pietra d’inciampo per chiunque confidi nel mondo.

Anche quest’anno ci siamo stati. La partecipazione è stata numerosa, nonostante le aspettative e i dubbi motivati dalla situazione contingente. La trasmissione in diretta sui canali social diocesani, su MiaRadio e su Canale3 ha permesso anche di raggiungere chi fosse impossibilitato a partecipare in presenza, primi fra tutti alcune studentesse e studenti fuorisede, momentaneamente nelle loro regioni d’origine.

Attenta e scrupolosa l’accoglienza riservata da padre Marco all’interno della basilica che ha ospitato la preghiera. Prezioso il contributo delle ragazze e dei ragazzi della Cappella universitaria nell’organizzazione del momento: dal servizio d’ordine per il rispetto delle norme anti contagio, all’animazione della preghiera, con il canto e il servizio. Zelante, come ogni anno, la disponibilità delle realtà e dei movimenti che hanno animato le stazioni. Essenziale l’apporto degli autori e delle autrici delle meditazioni: finestre di novità nello spezzare e interiorizzare la Parola che, attraverso le quattordici stazioni, ripercorre la storia del dolore dell’intera umanità, assunta sulle spalle da Cristo.

Il segnalibro, consegnato ai partecipanti alla fine della via Crucis, racchiude il senso che i ragazzi e le ragazze hanno voluto dare ad un evento come la via Crucis degli universitari in un momento storico come questo: una comunità che si riunisce per pregare, per piangere sul proprio dolore e per implorare Dio con le parole del salmista: «Tu, Signore, non stare lontano».

La via Crucis – ha notato il cardinale durante la sua riflessione – attira sempre molta gente, forse per un motivo tra tutti: di fonte ad una croce nuda, ciascuno ritrova le sue debolezze, le sue fatiche, i suoi dolori. Per guardare alla croce non c’è bisogno della fede, come per credere nella Resurrezione: il dolore raggiunge, afferra, scaraventa chiunque di noi. Il dolore ci rende tutti fratelli, nello stesso modo in cui Dio si è fatto fratello per mezzo della sofferenza di Gesù. L’unica risposta al dolore, anche guardando alla nostra miseria temporale, oggi più che mai sotto gli occhi di tutti, è quella di assumere la croce, per renderla strumento di salvezza e dono di sé. L’augurio rivolto da Mons. Augusto Paolo è quello di intraprendere, proprio come accade simbolicamente durante la via Crucis, un cammino che ci faccia vivere, soffrire e anche morire – se necessario – per risorgere con Cristo. Risplendendo, tutti e ciascuno, come le candele che hanno accompagnato la preghiera. 

Carmela Montrone