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Esaltazione della Santa Croce

Esaltazione della Santa Croce

Mar, 08 Set 26 Commento alla Parola - Anno A

Oltre la fine: il valore indistruttibile dell'Amore
La Festa dell'Esaltazione della Santa Croce trova una profonda interpretazione nel dialogo notturno tra Gesù e Nicodemo riportato nel terzo capitolo del Vangelo di Giovanni (13-17). In questo colloquio, Gesù preannuncia la sua passione, facendo riferimento all'episodio del libro dei Numeri: “Come Mosè innalzò il serpente di bronzo nel deserto per guarire gli israeliti dai morsi dei serpenti velenosi, così il Figlio dell'uomo deve essere innalzato per offrire vita eterna a chiunque crede in lui”.
Il serpente di bronzo diventa quindi simbolo di Cristo stesso; e ciò che era simbolo di morte e condanna si trasforma in un veicolo di salvezza. Per ottenere questa guarigione non servono sforzi straordinari: è sufficiente alzare lo sguardo con fede verso Colui che è stato innalzato.
Il viaggio del popolo d'Israele nel deserto simboleggia le nostre sfide quotidiane, caratterizzate da fatica, disorientamento, paura di fallire; se ci si concentra sulle proprie ansie, queste diventano "serpenti" che avvelenano le giornate.
La morte, quindi, assume molteplici volti: non è solo la morte fisica, ma anche la paura di fallire, di perdere ciò che amiamo o di non essere all'altezza delle situazioni.
Gesù, con la croce, sconfigge la radice di ogni timore.
Per l’evangelista Giovanni la crocifissione non è una sconfitta temporanea in attesa del trionfo; rappresenta anzi il momento della massima gloria di Dio. La croce non è semplicemente un simbolo triste o un ornamento da indossare; è un “trono” che rivela l'estensione della divina fedeltà. Il famoso versetto "Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito" evidenzia che la croce non rappresenta solo un tormento, ma un dono immenso.
L’amore di Dio non si limita alle parole: passa anche a gesti concreti. Gesù non viene per giudicare o punire, bensì per salvare e offrire una via d'uscita dal buio e dal non-senso. La Croce è una prova tangibile del nostro valore. Quando ci si sente sbagliati o invisibili, il Crocifisso ci ricorda quanto siamo preziosi: Dio ha dato tutto se stesso, pur di non perderci. Non siamo i nostri errori o fallimenti: nulla può intaccare la dignità che ci è stata data.
Accogliere la croce non significa cercare dolore, ma vivere ogni situazione con uno spirito di amore e dono. Gesù non ci guarda da lontano: vive le nostre esperienze, condivide i nostri pesi e ci ricorda che non siamo soli. Le sue braccia spalancate sulla croce sono un antidoto contro qualsiasi tentazione di sottovalutarci. Essere amati significa accogliere un bene indistruttibile dentro di noi, anche quando ci appare invisibile. Le difficoltà della vita, che spesso chiamiamo “croci”, non devono essere viste come punizioni; ci ricordano invece che, anche perdendo tutto, non perderemo mai ciò che conta di più: essere amati in questo modo.
Chi è consapevole di un amore così grande non teme la perdita o il fallimento, poiché nemmeno la morte può spezzare ciò che sostiene la vita. L'amore è più forte della morte.