Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Mer, 06 Dic 23 Lectio Divina - Anno B

La solennità dell’Immacolata, all’inizio dell’Avvento, ci prepara a rivivere il mistero dell’Incarnazione del Verbo. La liturgia vuole mostrarci la potenza di Dio Padre, che ha preservato la Vergine dal peccato e ci fa celebrare lo stesso mistero della redenzione, di cui Maria per prima ha goduto i benefici e al quale noi partecipiamo per pura grazia.

 

Già nel secolo XI in Inghilterra e in Normandia si celebrava la festa della concezione di Maria e si commemorava l’avvenimento soffermandosi soprattutto sull’aspetto miracoloso dell’evento, data la sterilità di Anna.

Nel XII secolo sant’Anselmo mise in luce la vera grandezza del mistero che si attua nella concezione di Maria, che consiste nella preservazione dal peccato originale.

Nel 1439 il concilio di Basilea considerò questo mistero come una verità di fede, e Pio IX ne proclamò il dogma nel 1854.

 

Per realizzare la salvezza dell’umanità Dio ha voluto che il Salvatore fosse «figlio dell’uomo» e ha scelto per Lui, come madre, Maria, rendendola tutta santa; per questo viene applicata a Lei, con pienezza di significato, la parola di Dio contro il tentatore (Ia lettura): «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa» (Gn 3,15). Maria qui viene riconosciuta come la «nuova Eva, madre di tutti i viventi», che accanto a Cristo, il nuovo Adamo, collabora con Lui alla salvezza dell’umanità.

 

La II lettura, presa dalla lettera agli Efesini (1,3-6.11-12) ci fa contemplare il progetto originario di Dio verso ogni creatura umana; ciascuno di noi è scelto addirittura “prima della creazione del mondo” con il fine di “renderci santi e immacolati nell’amore” in Cristo Gesù, suo Figlio.

Noi che condividiamo con Maria l’altissima vocazione di essere “figli amati… a lode della sua grazia” e siamo anche diventati suoi eredi. Godiamo perciò nel vedere già realizzato pienamente in Maria, nostra Madre, quel disegno meraviglioso che in noi si attua gradualmente e con fatica, per le conseguenze del peccato di Adamo di cui portiamo la triste eredità.

In un mondo lacerato da guerre, odio, violenza, ci riempie di speranza sapere che ogni essere umano quando viene all’esistenza è destinato ad essere inserito in Cristo, per avere in Lui il suo ambiente vitale nel mondo e nella Chiesa; ciascuno ha il suo unico e inconfondibile posto nell’umanità, ed è chiamato a operare in maniera santa, senza macchia, nella carità.

Maria sta certo al vertice di questa corrispondenza d’amore tra il Padre e i suoi figli.

 

Anche il testo evangelico dell’annunciazione ci parla di una scelta di Dio:  la pagina di Luca ci fa contemplare con stupore la decisa volontà del Padre di chiedere la cooperazione di Maria per attuare l’opera della salvezza (Lc 1, 26-38). E Lei non si tira indietro, dopo che l’Angelo le ha chiarito come si realizzerà la sua maternità inedita e miracolosa.

Il Concilio ha sottolineato con forza, come già i Padri della Chiesa, che Maria ha aderito alla proposta di Dio non con inerte passività, ma con pronta e generosa partecipazione.

Il suo «sì»  insegna anche a noi oggi che entrare nello stile di Cristo, che è quello di mettersi a «servire».

La pienezza di grazia in cui è stata avvolta ha permesso a Maria di entrare subito nella logica divina del dono gratuito di sé. Per la sua immacolatezza Lei non conosce pensieri contorti e devianti; è limpida nella sua scelta di accogliere incondizionatamente ciò che il Signore le propone; ha compreso molto bene che Gesù stesso, il suo Figlio amato, è venuto non per essere servito, ma per servire; per questo ci insegna che è bene preferire le cose umili, caricandole di amore.

Nella sua attitudine costante di apertura alla grazia, di cui è stata arricchita per essere la Madre di Cristo, come ci ricorda il Prefazio, possiamo riconoscere anche che Maria è “inizio della Chiesa, Sposa di Cristo senza macchia né ruga”. In Lei infatti la Chiesa si rispecchia: trova la forza per una sempre rinnovata dedizione e anche per la sua doverosa purificazione; è infatti l’Agnello innocente che nascerà da Maria -ci ricorda ancora il Prefazio- Colui che distrugge i peccati del popolo; e per divina disposizione i figli della Chiesa trovano in Maria l’Avvocata di grazia e l’esempio di santità che li ispira realizzare a loro volta il progetto che Dio ha su di loro.

Guardare a Maria pertanto diventa per la Chiesa una necessità e una gioia.

L’antifona di comunione proclama: “Grandi cose si cantano di te, o Maria, perché da te è nato il sole di giustizia, Cristo, nostro Dio”. In effetti Maria, come aurora splendente, riverbera la Luce del Figlio, che vince le nostre tenebre.

La Vergine Immacolata proprio in virtù del privilegio che le ha consentito di non essere mai preda del maligno si curva pietosa su di noi peccatori; per questo ricorriamo alla sua intercessione e ci sentiamo sicuri sapendoci accolti e amati da Lei, alla quale Gesù ci ha affidato.

La nostra Fondatrice, Venerabile Maria Oliva Bonaldo del Corpo Mistico, così ci presentava il mistero della sua misericordiosa maternità: “Abbiamo Dio per Padre e Lei per Madre come Gesù, per opera dello Spirito Santo: Gesù naturalmente, noi misteriosamente. Ci possiamo chiamare e siamo di fatto figli di Maria. La salvata ci salva, perché Madre della Grazia e perché ci è Madre e ogni Madre salva le sue creature”.

 

Domande per la riflessione personale:

  • Sono grato di essere amato e voluto da Dio, come Maria, prima ancora della creazione del mondo?
  • Cerco di aderire come Maria ai progetti che Dio ha su di me?