Mercoledì delle Ceneri

Mercoledì delle Ceneri

Lun, 12 Feb 24 Lectio Divina - Anno B

La Liturgia di oggi ci mette davanti alla nostra realtà di figli e creature che camminano lungo il percorso della vita attratti dalle realtà terrene e dimentichi del dono della vita di grazia che il Signore, mediante la venuta del suo figlio Gesù, morto sulla croce in espiazione per i nostri peccati, ci ha donato; per redimerci e portarci alla vera vita di uomini redenti.

La Chiesa ci introduce in questo tempo di grazia con un piccolo brano del libro della Sapienza, posto come antifona d’ingresso. Sappiamo che tale Libro fu scritto da un Ebreo saggio e pio della diaspora un secolo prima della nascita di Gesù e rientra fra i libri Sapienziali del Vecchio Testamento. La Sapienza, personificata come Signora, direttrice della storia del popolo eletto e di ogni evento umano, vista come mezzo divino di salvezza, assiste amorosamente gli uomini in tutte le loro vicende terrestri, li rende giusti e dona loro la vita immortale e beata.

Nell'antifona d'ingresso si evidenzia precisamente l'amore di Dio verso tutte le creature, poiché Egli non trascura alcunché di ciò che ha creato; e chiude gli occhi sul peccato degli uomini in attesa del loro pentimento, per concedere loro il perdono.

In questo giorno quindi la liturgia ci vuole ricordare come tutti noi siamo stati chiamati all'esistenza dalla Sapienza di Dio e nel nostro vivere siamo in ogni momento assistiti dal suo Santo Spirito.

Ecco perché poi invocheremo il Padre celeste chiedendo di poter iniziare, mediante il digiuno, un vero cambiamento di percorso (conversione) usando le armi della penitenza. Oggi infatti molto spesso troppe cose ci distraggono e ci tengono lontani da una vita incentrata su Dio e dalla consapevolezza che la vera vita cristiana deve essere sempre orientata alla realtà futura, in cui la nostra anima immortale riceverà la retribuzione finale.

 

I lettura (Gl 2,12-18)

Il profeta Gioele, vissuto presumibilmente nel V sec. a.C., nel suo breve libretto descrive una terrificante invasione di cavallette, che distruggono il Paese rendendolo simile a un deserto. Il profeta esorta tutti, ma in modo speciale i sacerdoti, a indossare vesti penitenziali, a digiunare e pregare, per evitare la punizione imminente. L'atteggiamento umile e il ritorno a Dio allontaneranno il castigo, i danni saranno risarciti e ognuno godrà i benefici della natura. Se Dio non intervenisse il disonore e la disfatta del popolo si ripercuoterebbero su di lui, perché Israele è la sua “eredità”. Per questo il Signore “si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo”.

 

Il Salmo responsoriale è davvero una “litania” di richiesta di perdono e di confessione dei peccati. Tratto dal Salmo 50, uno dei più celebri di tutto il Salterio, è il quarto dei sette “salmi penitenziali” (gli altri sono: 6, 32, 38, 102, 130, 143) e la Chiesa lo utilizza nei tempi di penitenza.

Esso esprime la condizione dell'uomo peccatore, che si presenta davanti al Signore confessando la sua miseria, affinché gli perdoni e lo trasformi interiormente.

Molto toccante è l'invocazione e la richiesta di “creazione” di un cuore nuovo: solo Dio può creare, può fare una cosa nuova e meravigliosa: la giustificazione del peccatore, che è l'opera divina per eccellenza!

 

Nella II lettura (2 Cor. 5, 20 - 6,2) l'apostolo Paolo si presenta come un profondo conoscitore della nuova legge di Cristo e dichiarandosi suo “ambasciatore” erompe in un’accorata supplica ai fratelli della chiesa di Corinto, affinché si lascino riconciliare con Dio. Cristo infatti, Figlio di Dio, prese su di sé i peccati degli uomini e, divenuto così “peccato”, si offrì alla giustizia di Dio per ottenere ad essi la redenzione.

 

Vangelo (Mt 6,1-6.16-18)

I primi versetti del cap. 6 del Vangelo di Matteo illustrano il modo con cui bisogna praticare la “giustizia”, nei tre atti che dagli Ebrei erano considerati come i capisaldi della loro vita religiosa: l'elemosina, la preghiera, il digiuno. Ciò che Cristo condanna, nell'esercizio di queste opere, è l'ostentazione e la ricerca della vanagloria.

Nel fare l'elemosina il buon fedele non deve fare propaganda rumorosa: anzi Gesù vuole la massima segretezza, sia per non umiliare il povero, sia per non perdere il merito della buona azione.

La preghiera poi, che è la manifestazione della più intima religiosità, non deve essere ostentata, per non essere svuotata di valore e contenuto.

I Farisei praticavano il digiuno due volte la settimana e in tali giorni si astenevano pure dalla cura della persona, assumendo un volto quasi tetro e macilento, per dimostrare che digiunavano più degli altri. Il Signore Gesù mette in guardia da questi atteggiamenti puramente esteriori, che non cambiano il cuore e sono inquinati dalla vanità.

Con questa giornata di preghiera e di penitenza siamo dunque invitati ad entrare nel tempo liturgico della quaresima, cioè nei quaranta giorni che precedono la Pasqua di resurrezione del Signore, in un clima di riflessione e penitenza, anche se occorre andare contro corrente, dal momento che non sembra più di moda parlarne...

Tuttavia, dando uno spazio, anche se minimo, al mondo dei social (il saeculum) notiamo che tra tante distrazioni e vanità, qualcuno non ha totalmente dimenticato le pratiche cristiane che onorava da piccolo, ha dato attenzione a questo tempo di grazia e, a suo modo, si è insinuato, in modo carezzevole e invitante, con questo, scritto prestandosi ad interpretare le parole e la volontà del Signore...

 

“Toc, toc, permesso...posso entrare ?
Lo so, la tua camera è un luogo sacro per te.
Ma oggi sono io che ti chiedo di realizzare un mio desiderio,
fammi un po' di spazio nella tua vita,
coinvolgimi nelle cose importanti per te.

A volte ti lamenti che non ti rispondo.

Ma sai, parlo sempre a voce bassa:
per sentirmi c'è bisogno di solitudine,
di silenzio, di preghiera, di tempo...

Quaresima: Tempo per amare.
Solo là possiamo incontrarci faccia a faccia.
Non fuggire… non chiudere la porta.
Hai paura? Sono campione di pazienza!
Se mi cerchi mi trovi alla porta, che busso, e attendo!
La serratura è all'interno.
Apri il tuo cuore all'Amore che viene...

CERCO TE!!!