Il Buon Pastore

Il Buon Pastore

Mar, 20 Apr 21 Formazione liturgica

Nella IV domenica di Pasqua la Chiesa celebra Gesù come Buon Pastore; infatti nella liturgia della Parola si proclama il testo evangelico che fa riferimento a Cristo proprio come Buon Pastore. 

I testi evangelici sono tratti dal capitolo 10 del Vangelo di Giovanni:

Anno A: Gv 10, 1-10 Io sono la porta delle pecore.

Anno B: Gv 10, 11-18 Il Buon Pastore dà la vita per le sue pecore.

Anno C: Gv 10, 27-30 Io do la vita eterna alle mie pecore.

Non è fuori luogo ricordare che attualmente noi cristiani ci identifichiamo con la Croce, mentre nei primi secoli del cristianesimo, fino all’inizio del V secolo, le primitive comunità cristiane non rappresentavano mai Gesù Crocifisso. Egli veniva raffigurato come Buon Pastore: così lo vediamo nelle catacombe di San Callisto e di Priscilla.

Già nell’Antico Testamento l’immagine del Pastore era un chiaro riferimento a Dio, che veniva identificato dagli Israeliti come Colui che guida il suo gregge; ne abbiamo una meravigliosa testimonianza nel Salmo 22 (23), che recita:

Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla;
in pascoli di erbe fresche mi fa riposare;
ad acque tranquille mi conduce, ristora l’anima mia. …

Troviamo la menzione di Dio come pastore anche nei profeti: in particolare Ezechiele (34,12ss.) e Isaia (40 e 63). In questi testi Dio, come buon pastore, protegge e guida con amore il suo gregge. Non è dunque strano che Gesù assuma questa immagine per identificarsi come il Messia, l’inviato di Dio, perché tale immagine risultava familiare a tutti coloro che lo ascoltavano.

Nella domenica del Buon Pastore viene spontaneo ricordare tutti i Pastori della Chiesa, che a immagine di Cristo buon pastore si prendono cura con amore dei fedeli che sono stati loro affidati.

Li possiamo chiamare con vari nomi: presbiteri, sacerdoti, padri, curati… e forse quest’ultima denominazione, che sembra obsoleta, è quella che richiama meglio il concetto del buon pastore, dal momento che “curato” viene dal latino “curatio” e significa attenzione, protezione, sostegno; in questo caso specifico rimanda al prendersi cura delle anime, a farle stare bene.

Attualmente purtroppo sono molte le critiche e i pregiudizi riguardo ai pastori della Chiesa, però non bisogna mai dimenticare che fa più rumore un albero che cade che non una foresta che cresce. Sebbene esistano casi oggettivamente deplorevoli, non possiamo dimenticare che ci sono moltissimi pastori che ogni giorno danno la loro vita portando conforto ai malati, speranza ai carcerati, cibo a chi non ce l’ha… Ma di questi non si parla…

Sono in tanti oggi i pastori che mettono tutto l’impegno per prendersi cura e guidare i fedeli con umiltà e semplicità, accompagnandoli nei momenti belli e significativi della vita: la nascita di una nuova vita, la crescita, il matrimonio… e ancor più nei momenti difficili, come la malattia o la morte.

Soprattutto, il sacerdote, pastore buono, dona il cibo della vita: l’Eucaristia; accoglie gli smarriti e perdona, attraverso il sacramento della Riconciliazione.

A imitazione di Dio Padre e di Gesù buon pastore si fa compagno di strada dei fedeli accompagnandoli nella vita e nella morte, finché insieme raggiungiamo un giorno la Vita eterna.

 

Libera traduzione da
Originale: Oscar Valado http://elcientoporuno.blogspot.com/