Pasqua di risurrezione del Signore

Pasqua di risurrezione del Signore

Sab, 03 Apr 21 Formazione liturgica

La Risurrezione del Signore si celebra nella solennissima Veglia notturna e nella Messa del Giorno. 

VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA

San Paolo VI, nella Lettera Apostolica Mysterii Paschalis (1969) ha definito questa veglia come “madre di tutte le veglie”, culmine del Triduo Pasquale; in essa si celebrano, allo stesso tempo, la Risurrezione del Signore e i Sacramenti dell’iniziazione cristiana.

Questo evento di gioia esultante deve essere celebrato con la massima solennità, perché festeggiamo il fondamento della nostra fede.

Liturgia della Luce (Lucernario): in questa notte santa si accende e si benedice il fuoco, che rompe l’oscurità con la sua fiamma vivace; ad essa si accende il Cero, simbolo di Cristo. Mentre il Cero entra in chiesa, i fedeli lo seguono, prendendo luce dalla sua Luce nel momento in cui il diacono canta per la terza volta: Lumen Christi! [la Luce di Cristo] e tutti rispondono: Deo gratias! [Rendiamo grazie a Dio].

È ora il momento solenne dell’Annuncio della Pasqua, attraverso il canto del Preconio Pasquale, che esprime l’esultanza della Chiesa per la presenza del Risorto in mezzo all’assemblea.

Liturgia della Parola: prevede l’ascolto di una ricca scelta di testi biblici che ripercorrono la storia della salvezza. Sono sette letture dell’Antico Testamento, dalla Genesi ai Profeti, tutte seguite da un salmo e un’orazione propria. Nel passaggio dalle letture dell’Antico Testamento al Nuovo si canta solennemente il Gloria, mentre si suonano a festa le campane e vengono accese le candele dell’altare e tutte le luci, affinché la luce irrompa a cancellare l’oscurità della notte.

Si proclama quindi l’Epistola di S. Paolo ai Romani (6,3-11) e ritorna il festoso canto dell’Alleluia seguito dal gioioso annuncio del Vangelo della Risurrezione:

anno A, Matteo 28,1-10: È risorto e vi precede in Galilea

anno B, Marco 16,1-7: Gesù Nazareno, il Crocifisso, è risorto

anno C, Luca 24,1-12: Perché cercate tra i morti colui che è vivo?

L’ambone, questa notte ancor più di sempre, debitamente ornato, simboleggia il sepolcro vuoto e per questo accanto ad esso brilla la fiamma del Cero pasquale, simbolo del Risorto.

Liturgia Battesimale: si svolge subito dopo l’omelia e comprende sia la Benedizione dell’acqua del fonte battesimale sia le Litanie dei Santi (le formule variano a seconda che vi siano o no catecumeni che ricevono il Battesimo); si rinnovano le promesse battesimali in sostituzione del Credo e il sacerdote asperge il popolo con l’acqua lustrale.

Liturgia Eucaristica: il sacerdote ritorna all’altare per compiervi l’offerta del pane e del vino e la liturgia prosegue nel modo abituale; tuttavia questa Eucaristia ha un valore del tutto speciale e quasi una ricchezza “in più”, perché è quella che dà senso a tutte le altre celebrazioni domenicali.

Al termine della messa il sacerdote saluta i fedeli con il duplice Alleluia e il popolo risponde gioiosamente: Rendiamo grazie a Dio, Alleluia, Alleluia!

 

MESSA DEL GIORNO

La domenica di Pasqua continua il clima festoso della Risurrezione, con la Messa del Giorno e la Liturgia delle Ore; una festa che si prolunga per cinquanta giorni… senza dimenticare che ogni Domenica ne è la continuazione, come si esprime la preghiera del Canone: “Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra e qui convocata nel giorno in cui il Cristo ha vinto la morte e ci ha reso partecipi della sua vita immortale”.

Anche oggi (e per tutto il tempo pasquale) accanto all’ambone il Cero acceso diffonde la sua luce gioiosa. L’Atto penitenziale può essere sostituito dall’aspersione dei fedeli con l’acqua benedetta in ricordo del Battesimo.

In questo giorno e per tutta l’Ottava viene cantata la Sequenza Victimae pascali laudes… testo poetico della metà del secolo XI, che inizia con l’invito a lodare la Vittima pasquale e passa poi al dialogo, veramente originale, tra la comunità e la risposta della Maddalena.

A partire da oggi e poi per tutto il tempo pasquale, anche la prima Lettura per la celebrazione eucaristica è tratta dal Nuovo Testamento.

Il Vangelo di Giovanni (20,1-9) mostra Maria di Magdala che corre a dare l’annuncio della tomba vuota a Pietro e al discepolo amato. Negli anni A, B, C, i testi rispettivamente di Matteo 28,1-10, Marco 16,1-7, Luca 24,1-12 ci fanno incontrare le donne mirofore che piene di gioia e timore vedono il Risorto.

La celebrazione della Mesa prosegue come di consueto e si conclude con l’invito ad andare in pace seguito dal duplice Alleluia, che si ripete in tutta l’Ottava e nella Solennità di Pentecoste.

 

Libera traduzione 
Originale: Oscar Valado http://elcientoporuno.blogspot.com/