Bambini di Netra

Filippine: si torna a scuola!

Lun, 17 Lug 17 Progetti

In un piccolo centro commerciale di San Mateo Rizal (Filippine), arrivati al banco delle scarpe per la scuola, un gruppo di mamme e bambini sono stati invitati a scegliere. Ci hanno guardate con sorpresa: potevano davvero scegliere loro? Certo, eravamo lì per questo. Forse era la prima volta che potevano permettersi scarpe vere e non le solite stampate nella plastica. Anche le due commesse del negozio si sono coinvolte con affetto verso i piccoli clienti per aiutarli a scegliere la giusta misura.

Questo ed altri momenti di gioia ci ha regalato il piccolo “progetto Trento”, che la nostra comunità di Figlie della Chiesa nelle Filippine ha avviato all’inizio di maggio, dopo l’esperienza di un mini campo estivo a Netra, una delle località di periferia che ci è stata affidata dal parroco. Abbiamo infatti pensato di utilizzare il denaro inviato dalla parrocchia del Santissimo di Trento (da cui il nome dato al progetto) per provvedere a una trentina di bambini il necessario per la scuola: due divise, scarpe, matite, penne, colori, quaderni e zainetto. Vivendo tra loro abbiamo avuto la possibilità di renderci conto della situazione di molte famiglie che faticano davvero a provvedere il necessario per la scuola ai propri figli. I municipi di zona (chiamati barangay) ne aiutano tante, ma nonostante questi aiuti la povertà rimane, perché bisogna prima pensare al cibo quotidiano.

La nostra comunità di Figlie della Chiesa, presente nelle Filippine -un arcipelago di 7107 isole- solo dal 16 luglio 2016, è una piccola comunità internazionale: sr Lilia (colombiana), sr Leela (indiana) e sr Miriam (italiana). Siamo qui per vivere il nostro carisma di amore a Gesù e al suo Corpo che è la Chiesa, accolte dal Vescovo di Antipolo che ci ha destinate provvisoriamente alla parrocchia di Nostra Signora di Aranzazu nella città di San Mateo nella provincia di Rizal, dove viviamo in una casa in affitto.

La città ha 247.000 abitanti. La lingua parlata dalla gente è il Tagalog, e come seconda lingua si usa  l’Inglese, che in genere i poveri non capiscono. Le parrocchie sono quattro. La nostra è la più grande ed è molto vivace; comprende il Santuario e altre16 cappelle in altrettanti quartieri più o meno periferici dove la maggioranza degli abitanti vive molto poveramente o in miseria. Il dislivello sociale è molto evidente. La gente ci ha accolte con grande simpatia. Con l’aiuto speciale di alcune signore, che ci fanno da interpreti, ci diamo da fare per visitare le famiglie, conoscerle, animare momenti di preghiera nelle due cappelle di Netra e Ibayo che ci sono state affidate, e nel carcere. Viviamo con loro gioie e dolori, e tante piccole e grandi avventure. Siamo agli inizi, con tutte le difficoltà di adattamento, ma piene di gioia nel servire il Signore in e con questo popolo, profondamente religioso e sereno, abituato ad andare avanti con fatica affrontando prove di ogni tipo. Così andiamo avanti anche noi e quando le piogge si portano via la passerella sul fiume che porta a Ibayo, lo attraversiamo in barca, perché non deve mancare a quella piccola comunità che ne ha sete, la Parola d’amore del nostro Dio.