
"E voi chi avete visto?": Giornata della vita consacrata nella diocesi di Siena-Montepulciano
Mer, 05 Feb 25 Figlie della Chiesa Comunità Liturgia Spiritualità
Se volessimo utilizzare una forma di comunicazione visuale come il wordcloud per descrivere il pomeriggio dello scorso 2 febbraio, XXIX Giornata della vita consacrata, la nuvola di parole che ne verrebbe fuori sarebbe composta da: gioia, diversità, accoglienza, riconciliazione, gratitudine, fraternità. Ciascuna di queste parole scandisce i momenti vissuti nel bel pomeriggio a Sinalunga, accolti dai fratelli e dalle sorelle della Comunità Semi del Verbo presso la casa di ritiri Madonna del rifugio, nella Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, dove tutte le varie forme di Vita consacrata delle due Diocesi sorelle di Siena e Montepulciano si sono riunite per celebrare insieme il dono speciale della vocazione.
Quest’anno la partecipazione si è estesa anche ai membri del Terz’Ordine delle diverse Famiglie religiose, nello spirito di sinodalità che ci spinge a riscoprirci sempre più uniti perché membra dello stesso Corpo e tutti insieme in cammino verso il Regno dei cieli. Dopo una fraterna accoglienza dei Delegati diocesani per la Vita consacrata, c’è stata la riflessione di p. Mauro Tomei della Comunità di Siloe sul Sacramento della Riconciliazione come “luogo” privilegiato in cui coltivare la speranza, virtù di cui oggi il mondo è carente e che i Consacrati di ogni forma di vita sono chiamati a coltivare e a riconsegnare agli uomini e alle donne di oggi, innanzitutto attraverso la propria testimonianza concreta di vita amorevole e attenta a tutti, a cominciare dai più vicini, ai confratelli e alle consorelle.
La consapevolezza che i grandi slanci e i propositi con cui si inizia a seguire il Signore sono spesso fallimentari, perché si sperimenta la fragilità e il peccato, diventa l’occasione per ripartire dal Sacramento del perdono che ci ricorda sia che siamo stati liberati dalla schiavitù, sia che abbiamo bisogno di un Altro che ci liberi. Anche i consacrati possono essere tentati di disperazione come tutti, di applicare la logica per cui al peccato segue la punizione. Invece la logica di Dio è un’altra, perché Lui risponde con l’amore ed è un simile amore sempre accogliente che questo mondo senza speranza ha bisogno di vedere.
Dopo la riflessione di p. Mauro è stato possibile vivere anche il Sacramento della riconciliazione e, grati per questo amore sempre rinnovato da parte di Dio, il pomeriggio è proseguito con il
breve pellegrinaggio che dalla casa ritiri ha portato tutti al Santuario della Madonna del Rifugio, dove si è celebrata l’Eucaristia, presieduta dal card. Augusto Paolo Lojudice. Prendendo spunto
dal Vangelo della Presentazione al Tempio, il cardinale ha rivolto parole di esortazione all’assemblea, particolarmente ai consacrati: come Simeone e Anna hanno visto nel bambino portato al tempio la realizzazione delle promesse di Dio, anche i consacrati hanno visto e hanno creduto a Qualcuno, al punto da dedicare a Lui tutta la propria vita.
La celebrazione della Giornata della Vita consacrata è stata occasione per fare memoria grata di questa esperienza, per qualcuno lunga già decenni; infatti, sono stati ricordati il 25° e il 60° di consacrazione di alcune religiose presenti in Diocesi. La naturale conclusione di tanta grazia è sfociata in un momento di convivialità fraterna nel grande refettorio francescano dell’ex convento che adesso ospita la casa ritiri. Al clima semplice e gioioso della festa sembravano fare eco le parole del Salmo 133: “Ecco, quanto è buono e quanto è soave, che i fratelli vivano insieme”. Questo è il volto bello della vita consacrata, il volto che ne fa comprendere ancora il fascino e che, come qualcuno ha detto, “fa una bella pubblicità al Regno dei cieli".
sr Rosaria Straniero
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