
San Pio: il Cireneo fedele nella sofferenza umana
Lun, 22 Set 25 Figlie della Chiesa Comunità Spiritualità
Nella Chiesa Giubilare San Giovanni di Dio del Policlinico di Foggia, retta da don Michele Noto, si è aperto un tempo di grazia e memoria con l’inaugurazione della lapide commemorativa e l’esposizione della reliquia di San Pio, dono prezioso per la Cappellania ospedaliera e per tutti coloro che vivono e operano in questo luogo di cura.
Il programma, iniziato il 19 settembre con lo svelamento della targa e l’esposizione della reliquia, prosegue con il Triduo in preparazione alla Memoria liturgica di San Pio (20-22 settembre), e culminerà il 23 settembre, giorno della sua memoria liturgica, con la celebrazione eucaristica per tutta la comunità ospedaliera e la conclusione solenne del Triduo.
Durante la predicazione di fra Luigi Lavecchia, sono risuonate parole forti e profonde, che hanno illuminato il senso di questa celebrazione nel cuore del Policlinico:
- Il ministero della Cappellania è “ministero della dignità dell’uomo”, chiamato a prendere sulle proprie spalle la malattia e la sofferenza e ad accoglierle dentro la propria storia.
- Il malato è una “interpellanza urgente e seria”, da servire nella totalità, fino alla fine, accompagnandolo con un sospiro di speranza per la guarigione o con la gratitudine per la vita ricevuta.
- San Pio è la spalla dove poggiare il capo stanco, l’abbraccio consolatorio, la presenza profumata di umanità e solidarietà.
- Egli diventa un Cireneo di fedeltà, che si mette sotto la croce del malato per accompagnarlo nel suo calvario, facendo trasparire la misericordia di Dio.
- Prendersi cura del malato, ha sottolineato il predicatore, è una vera scuola di vita: insegna a saper vivere, perché ogni gesto diventa un sacramento del Cristo compassionevole e misericordioso.
In queste giornate di preghiera e di memoria, la reliquia di San Pio si fa segno vivo di una vicinanza che consola e sostiene. Ed è con le parole conclusive del predicatore che risuona l’invito per tutti, operatori sanitari, cappellani e fedeli: “Siate quello che dovete essere e profumate di carità.”
