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Silenzio, ascolto e conversazione nello Spirito: un incontro che unisce carisma e gratitudine

Silenzio, ascolto e conversazione nello Spirito: un incontro che unisce carisma e gratitudine

Lun, 09 Feb 26 Figlie della Chiesa Magistero Comunità

Domenica 8 febbraio, festa di Santa Giuseppina Bakhita, ho vissuto con grande gioia una giornata intensa presso la parrocchia di Santa Maddalena di Canossa, nella borgata Ottavia a Roma. Su invito del parroco, p. Giorgio, ho incontrato il Consiglio pastorale parrocchiale e i responsabili della catechesi per un momento di riflessione e condivisione sul tema della conversazione spirituale, intesa come stile di ascolto, di discernimento e di comunione nello Spirito.

Per me, Figlia della Chiesa, Istituto nato dalla Venerabile Maria Oliva Bonaldo, canossiana per vent’anni, è stato un incontro dal sapore speciale. È stato come unire due grandi amori: il mio carisma e l’amore profondo per Santa Maddalena di Canossa, insieme alla gratitudine sincera verso le Madri Canossiane che mi hanno educata, fatta crescere e che ancora oggi sostengono il mio cammino vocazionale.

Durante l’incontro abbiamo riscoperto che la conversazione spirituale non è una tecnica o un semplice dialogo ben educato, ma un modo di stare insieme nella fede, riconoscendo che lo Spirito Santo è presente e opera nei cuori di coloro che si ascoltano. In un tempo segnato dalla fretta e dal bisogno di affermare il proprio punto di vista, siamo stati invitati a ritornare all’essenziale: l’ascolto, non solo delle parole, ma di ciò che accade interiormente in noi e negli altri.

Il silenzio è emerso come elemento centrale e indispensabile del discernimento. Come ricordava Santa Maddalena, “l’anima di tutti gli affari è il silenzio”: uno spazio che custodisce la libertà del cuore e permette alla Parola di Dio e alla grazia di operare in profondità. Senza silenzio, anche la parola più vera rischia di perdere forza e fecondità.

Abbiamo riflettuto anche sulla qualità della parola, chiamata a nascere da una vita interiore abitata e non dal desiderio di convincere. “Non le nostre parole, ma la divina grazia penetra nei cuori”, scrive Maddalena: una consapevolezza che libera e apre alla fiducia nell’azione di Dio.

È stato un tempo prezioso di ascolto reciproco, di fiducia e di accoglienza, nel quale ciascuno ha potuto sentirsi parte di un cammino comune, guidato non dall’efficienza, ma dallo Spirito. Un’esperienza semplice e profonda, che ha lasciato nel cuore il desiderio di comunità sempre più capaci di silenzio, di ascolto e di discernimento condiviso.

Torno da questo incontro con gratitudine e stupore: quando il carisma si intreccia con la storia, e la storia si lascia abitare dallo Spirito, nascono spazi di comunione vera, dove Dio parla al cuore prima ancora che alle parole.

sr Alice di Gesù Abbandonato