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Testimoni autentici di santità

Testimoni autentici di santità

Mer, 03 Set 25 Maestri di vita spirituale Spiritualità

Il fascino dei Santi è irresistibile ed è una grande gioia poter guardare, in questo anno giubilare della speranza a due giovani che hanno percorso il cammino della vita cristiana con entusiasmo e generosità.

Il 7 settembre 2025 il santo Padre Leone XIV canonizzando i beati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis dona alla Chiesa e al mondo esempi credibili di vita piena e felice nella comunione con Dio e con i fratelli.

 

Pier Giorgio Frassati ha vissuto in pienezza il suo essere cristiano cattolico, innamorato di Gesù e dei poveri.

Nasce a Torino nel 1901 da una ricca famiglia borghese di stampo liberale: la madre Adelaide Ameti è una nota pittrice; il padre, Alfredo, nel 1895 a poco più di trentasei anni, fonda il quotidiano La Stampa. I Frassati sono a quel tempo una delle poche famiglie che contano a Torino, che si va trasformando in città ricca di industrie e soggetta a massicce immigrazioni operaie.

Pier Giorgio dimostra subito di possedere un buon carattere, che lo porta ad essere attento e sensibile verso gli altri fin dalla più tenera età. A soli quattro anni, si racconta, vede una donna con un bimbo scalzo in braccio e si leva le scarpe per donargliele. Poco tempo dopo, a Polone, luogo d’origine dei suoi, si siede vicino a un compagno d’asilo rovinato in volto da una brutta malattia infettiva ed evitato da tutti, si intrattiene con lui e mangia con lo stesso cucchiaio.

La grazia divina lo lavora fin dalla prima infanzia ricamando in lui e tramite lui segni e gesti che sono secondo lo stile del Signore.

Prosegue brillantemente gli studi e, conseguita la maturità classica, s’iscrive nel novembre del 1918 al corso d’ingegneria mineraria al Politecnico di Torino. Il suo percorso batte anche i sentieri della politica, unendo l’impegno del sociale con quello della ricerca del bene comune.

Al primo posto mette nella sua vita la preghiera, senza la quale nessuna scelta o decisione avrebbe senso per lui. Passo dopo passo va formandosi una robusta spiritualità, attingendo all’Eucaristia a cui partecipa giornalmente, come anche coltiva la costante meditazione e una profonda devozione per la Madonna. Amante del Rosario, si reca spesso in visita al santuario della Madonna di Oropa, grande tempio mariano del Piemonte che durante l’anno accoglie molti pellegrini.

A chi gli chiede se è un bigotto, risponde: "No, sono rimasto cattolico”.

Verso la fine di giugno del 1925 Pier Giorgio si ammala di poliomielite fulminante e muore il sabato 4 luglio 1925.

Il 20 maggio 1990 a Roma viene proclamato beato da Giovanni Paolo II.

 

 

Carlo Acutis nasce nel 1991 a Londra, da Andrea e Antonia Salzano, che si trovavano nella City per motivi di lavoro. Vive a Milano e muore nel 2006 a Monza per una leucemia fulminante. Nel 2020 viene proclamato Beato ad Assisi da Papa Francesco.

Fin da bambino mostra un amore speciale per Gesù e dopo la Prima Comunione si impegna ad andare a Messa tutte le volte che può e si attarda in preghiera davanti all'Eucaristia facendo le Ore Sante davanti; si riconcilia settimanalmente e va volentieri in pellegrinaggio sui luoghi dei santi e particolarmente dei miracoli eucaristici.

L’amore all’Eucaristia lo educa all’orazione e al silenzio interiore; il centro della spiritualità di Carlo è l’incontro quotidiano con il Signore, durante la Messa. Egli ripete spesso: “L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo!”. È questo il centro di tutta la sua esistenza trascorsa nell’amicizia con Dio.

Secondo il racconto di sua madre, Carlo ha avuto un'esperienza mistica in cui la Vergine di Fatima gli ha chiesto di consacrarsi al Cuore di Gesù e al suo Cuore Immacolato.

Il giovane Acutis è stato un ragazzo moderno, uno di quelli che si vedono alle fermate dei bus, davanti a scuola, con lo zaino in spalla; in parrocchia, davanti ai video giochi e in un campo di calcio. La sua è stata una santità quotidiana che si è nutrita di spensieratezza e attenzione soprattutto verso i più deboli.

La curiosità verso la tecnologia l’ha portato a creare un sito internet per mappare i miracoli eucaristici nel mondo. Nonostante la sua genialità in informatica, si è mantenuto umile, buono, puro di cuore. Amava ripetere spesso: "Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie". Con questo voleva dire che ognuno di noi è chiamato a essere sé stesso, a seguire il proprio cammino, senza conformarsi alla mentalità superficiale dell’adeguarsi a ciò che fanno tutti. Per lui, essere se stessi significa mettere Dio al primo posto e vivere con gioia e autenticità sotto il suo sguardo amorevole di Padre.