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Un Pellegrinaggio di Tenerezza e Speranza

Un Pellegrinaggio di Tenerezza e Speranza

Gio, 27 Nov 25 Figlie della Chiesa Comunità Solidarietà

Il nostro viaggio a Velankanni con i bambini HIV di Snehalaya – Mandya

Il nostro recente viaggio-pellegrinaggio alla Basilica di Nostra Signora della Buona Salute, Velankanni, insieme ai nostri bambini sieropositivi dell’Snehalaya, sponsorizzato da benefattori locali e accompagnato da noi suore, rimarrà impresso nei nostri cuori come un’esperienza profonda di fede, gioia e comunione. Ciò che era iniziato come un semplice progetto per offrire ai bambini un momento di sollievo e ricreazione si è trasformato in un incontro spirituale con Maria, Madre dei Fedeli (Mater Populi Fidelium), che ci guida con amore verso suo Figlio, Gesù, unico Mediatore tra Dio e l’umanità.

Camminando con i Piccoli del Regno

I bambini affidati alle nostre cure, pur portando il peso fisico dell’HIV e spesso il peso ancora più grave dello stigma sociale, sono luminosi nella loro innocenza e straordinari nella loro resilienza. Le loro vite ci ricordano le parole di Gesù: “Lasciate che i bambini vengano a me.”

Questo pellegrinaggio non è stato una semplice gita, ma un’occasione per far sentire a questi bambini che sono amati, valorizzati e abbracciati dalla più ampia comunità di fede.

La sponsorizzazione offerta da persone locali generose ha rivelato il cuore della Chiesa come famiglia: una concreta immagine di Maria come Madre dei Fedeli. La carità ci ha uniti nella missione, dimostrando che la fede cristiana diventa autentica quando si traduce in servizio e solidarietà verso gli ultimi.

Ai piedi della Madonna della Buona Salute

Abbiamo trascorso due giorni al Santuario di Velankanni, luogo conosciuto da secoli come casa di innumerevoli miracoli e grazie di guarigione. Nel silenzio della Basilica, davanti allo sguardo tenero della Madonna che tiene tra le braccia il Bambino Gesù, abbiamo affidato ogni bambino, le loro famiglie, la Chiesa- Madre, la nostra Congregazione, la nostra Delegazione e la nostra missione.

Le nostre preghiere erano semplici e sincere: per la guarigione, per la speranza, per la dignità e per la forza nel cammino futuro.

Noi Suore abbbiamo partecipato alla Santa Eucaristia, abbiamo pregato insieme il Rosario,celebrato il sacramento della riconciliazionee e trascorso tempo prezioso davanti al Santissimo Sacramento.

Gioia sulle rive del mare

Il pellegrinaggio è stato anche un tempo di gioia. Abbiamo trascorso del tempo sulla spiaggia, permettendo ai bambini di giocare liberamente, ridere forte, correre a piedi nudi e sperimentare la leggerezza e la felicità che spesso mancano nelle loro lotte quotidiane.

Il suono delle loro risate era come un inno di risurrezione. Per un momento, la malattia non li definiva più; erano semplicemente bambini, amati e liberi.

Un pellegrinaggio alla luce di Mater Populi Fidelium

La recente prospettiva apostolica su Maria, Mater Populi Fidelium invita la Chiesa a riscoprire Maria come Madre che cammina con i suoi figli, soprattutto con coloro che soffrono, piangono e cercano speranza. Questo pellegrinaggio ha incarnato pienamente quello spirito.

Maria non è una figura distante, ma una Madre che ascolta e accompagna. La sua mediazione materna non sostituisce né oscura l’unica mediazione di Cristo; piuttosto, come insegna splendidamente Lumen Gentium 60, ne manifesta la potenza e ci avvicina a Lui.

Visitare Velankanni con questi bambini vulnerabili ha reso visibile questa verità: la presenza di Maria conduce i cuori a Gesù, il Guaritore.

Il nostro cammino ha riecheggiato le parole dell’Apostolo: “Uno solo è il Mediatore, Cristo Gesù” (1 Tim 2,5). Ma Gesù, nel suo disegno divino, vuole che Maria sia associata alla sua opera di salvezza, come ricorda la Venerabile Maria Oliva Bonaldo, Fondatrice del nostro Istituto Figlie della Chiesa:

«È Mediatrice perché Gesù è Mediatore e la vuole associata alla sua mediazione. 
È Mediatrice perché Gesù vuole essere Mediatore per mezzo suo.
È Mediatrice perché la sua mediazione è l’umile servizio dell’Ancella del Signore».
...I cattolici non lo mettono in dubbio, ne sono persuasissimi e proprio perché la loro convinzione è profonda, ricorrono a Maria, Mediatrice fra Gesù e noi, noi e Gesù. Gesù non ha bisogno di Lei; siamo noi che ne abbiamo bisogno per scoprirlo meglio e amarlo di più; per sentirci meno indegni di essergli fratelli e noi in particolare di essergli spose. Gesù può salvarci senza di Lei, ma vuole salvarci con Lei... Può darci direttamente la grazia, ma preferisce affidarne a lei la distribuzione (Commento alla Lumen Gentium).

Per Madre Maria Oliva la mediazione di Maria non è potere, ma servizio; non privilegio, ma disponibilità; non autorità, ma amore materno. Ella ci insegna a respirare Maria, lasciando che il suo stile di umiltà, silenzio, accoglienza e tenerezza plasmi la nostra missione. Maria continua ad accompagnare i fedeli, guidandoli al Cristo vivo che guarisce e risana.

Le sorelle di Mathrujyothi (Mater Lucis) Mandya