
Cosa hai vissuto al Giubileo dei Giovani?
Mar, 05 Ago 25 Giovani
Elisabetta, Giovane in formazione della nostra Delegazione, ha visssuto come volontaria il Giubileo dei Giovani, conclusosi domenica 3 agosto. Con grande gioia ci condivide la sua esperienza!
"Essere lì, in quel vortice di anime da tutto il mondo, non è stata solo un'esperienza, ma una vera e propria comunione. All'inizio, mentre aiutavo le persone a dare il buono con l'applicazione per i pasti, le mie mani facevano poco, ma il mio cuore si apriva per ascoltare ogni storia, ogni sorriso.
Poi, in quel venerdì speciale, mi sono ritrovata vicino alla tomba di Papa Francesco. Non ho fatto altro che osservare, in silenzio, le lacrime e la commozione sui volti delle persone. Le loro voci si mescolavano alle mie preghiere, che a volte erano interrotte da un "don't stop please" o dalla domanda che mi sentivo rivolgere più spesso: "where is the pope's tomb?".
Portavano rose, oggetti personali, come se volessero lasciare un pezzetto di sé. Ma ciò che mi ha toccato più di tutto, ciò che ha fatto vibrare il mio cuore, sono stati i giovani spagnoli. Le loro lacrime sincere, così profonde da far sembrare che avessero perso un loro caro, mi hanno fatto capire che l'amore e la fede non hanno confini.
Gli ultimi due giorni a Tor Vergata sono stati, per me, un'esperienza indimenticabile, capace di toccarmi nel profondo del cuore. Siamo partiti alle 6 del mattino per prepararci all'arrivo dei pellegrini, e io sono stata assegnata a presidiare la Cappella 17, un luogo speciale vicino alla torre "I". A mezzogiorno sono arrivati i primi, e mi sono sentita subito investita di una missione: soccorrere chi aveva bisogno, ascoltare le loro difficoltà e aiutare la Croce Rossa a medicare e assistere.
Il momento più toccante della giornata è arrivato con la veglia, un momento di preghiera intensa che mi ha riempito l'anima. Le parole di Papa Leone, "Se provate angoscia non siete malati, ma vi manca Gesù", hanno risuonato in me come una carezza, donandomi pace.
Alle 4:30 del mattino, ancora scossa da quelle parole, sono corsa in sacrestia per prendere l'Eucarestia e, in quelle prime luci dell'alba, il mio cuore ha palpitato per la gioia di ricevere Gesù nel Santissimo Sacramento.
Nel tornare con gli altri ministri straordinari della Comunione e le pissidi in mano, ho visto le persone inginocchiarsi al nostro passaggio e il mio cuore si è riempito di un'emozione indescrivibile: un abbraccio materno e semplice, che mi ha fatto sentire parte di una comunità unita nell'amore di Dio.
In quei 40 minuti, il mio cuore ha sussultato per l'amore di un Dio che si fa cibo per saziare la nostra anima e ci ricorda che siamo piccoli e poveri, ma infinitamente amati.
Poi, la Santa Messa e le parole di Papa Leone, "Aspirate alla santità, non accontentatevi di meno!", mi hanno riempito il cuore di speranza e mi hanno incoraggiato a non smettere di credere.
Infine, ho visto un ragazzo spagnolo di nome Gabriele fare la sua prima comunione. Il suo sorriso innocente e felice è stato l'ultima immagine che ho visto prima di lasciare Tor Vergata, un'immagine che rimarrà per sempre impressa nel mio cuore.
Sono ritornata a casa stanchissima ma con il cuore colmo."
