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"E vieni, seguimi!"

"E vieni, seguimi!"

Dom, 15 Feb 26 Figlie della Chiesa Giovani Comunità

6-8 febbraio 2026 fa parte di quelle date da segnare nel diario, perché non si dimenticano facilmente. 
Un week-end di grazia al Cavallino (VE), con un gruppo di circa quaranta ragazzi, radunati da varie parrocchie per vivere l’esperienza degli Esercizi spirituali diocesani, guidati da Don Steven Ruzza, me e Don Filippo Malachin.
In un tempo complesso, difficile, dove le belle notizie stentano a circolare e la speranza a fiorire nei cuori, dove non si fa che sentire “ma i giovani di oggi non sono più quelli di una volta”, “a loro non interessa”, “è tempo perso”, “certe proposte più profonde non si dovrebbero neanche fare”, la mia e la nostra esperienza è stata diversa.
Abbiamo visto ragazzi e ragazze tra i 14 e i 17 anni, di cui una parte anche della nostra comunità di San Lorenzo, mettersi in ascolto della Sua parola, lasciarsi provocare dalle domande del Vangelo, accogliere la sfida del silenzio durante la meditazione personale, approfondire la Scrittura con la Bibbia tra le mani attraverso la Scrutatio, inginocchiarsi in adorazione davanti al Santissimo Sacramento. 
A guidarci in questi giorni è stata l’icona del “Giovane ricco”, che forse tanto giovane più non era ma questo ci interessa poco, perché quel “tale” infondo rappresenta ciascuno di noi, chiamato da Gesù a seguirLo.
Infatti abbiamo scoperto proprio questo: che per seguire Gesù non è necessario avere una tonaca o un velo in testa, andare in Africa o compiere imprese eroiche, ma tutti, a qualsiasi età e in qualsiasi condizione, siamo chiamati a farlo, così come siamo, lì dove siamo!
Come? Vivendo il Vangelo, amando la Chiesa, facendo del bene ma soprattutto e prima di tutto lasciandoci amare da Lui.
L’evangelista Marco racconta a proposito di quel “tale” che, prima di chiedergli qualsiasi cosa, Gesù “fissò lo sguardo su lui e lo amò”.
Che forza, che calore, che bellezza in questo sguardo, che libera, che guarisce, che innamora!
Questo sguardo è stato il centro e il cuore della nostra esperienza spirituale di questi giorni, questo sguardo è il centro e il cuore della vita di ogni cristiano.
A questo sguardo affidiamo i nostri ragazzi, certi che prima o poi produrrà in loro i suoi frutti di grazia.
A questo sguardo affidiamo noi educatori, consacrati, genitori, presbiteri, perché ci permetta di esserne trasparenza per chiunque incontreremo, nella nostra comunità, nelle nostre famiglie e nel mondo intero. 

Con cuore grato
sr. Giulia ef