Impegno e talenti: il messaggio della Parola per i giovani universitari

Impegno e talenti: il messaggio della Parola per i giovani universitari

Dom, 19 Nov 23 Comunità

Domenica 19 novembre nella chiesa di San Vigilio è stata celebrata la messa d’inaugurazione del nuovo Anno Accademico. A presiedere la celebrazione eucaristica il Card. Arcivescovo Augusto Paolo, insieme a don Alessandro Andreini, responsabile regionale della Pastorale Universitaria della Toscana, e don Roberto Bianchini, rettore della Cappella Universitaria di Siena. Presenti gli studenti, i docenti ed il personale tecnico e amministrativo dell’Università degli Studi di Siena e dell’Università per Stranieri di Siena.

La celebrazione è iniziata con l’ingresso della processione liturgica, preceduta dai Goliardi, le tipiche feluche (copricapi a punta di vari colori a seconda della facoltà di riferimento) rappresentanti la comunità studentesca nella sua interezza e l’ateneo di cui esse sono patrimonio.

Nell’omelia il Cardinale, dopo aver rivolto un saluto al Magnifico Rettore prof. Roberto Di Pietra e a don Alessandro, ha preso spunto dalla pagina di Vangelo, definendola particolarmente pregnante per l’occasione: la parabola dei talenti invita ciascuno di noi a non soffocare la propria luce interiore, a non sotterrare i doni che il Signore ci ha consegnato o, meglio, ci ha affidato perché poi glieli rendiamo arricchiti, espansi, moltiplicati. Ed è, questo messaggio, tanto più valido per uno studente universitario che si adoperi per coltivare quanto seminato in lui dal Signore, per nutrire la pianta in vista dei frutti che potrà offrire alla comunità umana. Il Cardinale ha ricordato che questa parabola, come tutte quelle pronunciate da Gesù nel Vangelo, non dà scontate risposte; lascia, piuttosto, interrogativi, apre uno spazio di domanda e di intuizione, ci pone dinanzi non come dovremmo essere, ma come siamo, con le nostre fragilità, il nostro peccato umano. Il padrone lascia ai servi i suoi beni «in misura clamorosamente differente», non agendo secondo logiche democratiche, convenzionali o politicamente corrette: il Signore dona in base alle attitudini e alle prerogative di ciascuno, in base alla potenza prolifica di ognuna delle sue creature, alle potenzialità di crescita, in base alle capacità di custodire e di affidare, di ricevere e di donare di ciascuno di noi. E così se due servi mettono a frutto subito, con urgenza zelante, i talenti, il terzo sotterra il suo unico talento: «ha paura a spendere la vita» - spiega il Cardinale - «ha paura a impegnarcisi interamente per farla fruttare». Precisa, citando l’esegesi di Gregorio Magno, che questo servo è l’immagine dei tanti che hanno paura di imboccare i sentieri di una vita migliore. Per tiepidezza, inerzia, ignavia si lasciano condurre dalla paura, che è l’esatto opposto dell’amore in Dio. Chi si rassegna a conservare, rimanendo però sterile, perde anche quel poco che ha, come accade al servo di questa parabola. Agli altri due servi, che hanno invece rischiato, investito nella grande scommessa della vita vera e della fede, si aprono prospettive allettanti e inaspettate.

È così che siamo invitati a vivere il percorso universitario, coltivando la gratitudine per l’opportunità di accogliere i semi della Grazia, di apprendere, ascoltare, entrare in relazione, per la possibilità di far fruttare la nostra vita nello studio e nell’impegno quotidiano, chiedendo al Signore di non farci distrarre dal Centro, di guardare ad ogni successo, così come ad ogni fallimento, nella giusta prospettiva. Il Cardinale ha concluso invitando a tenere a mente le parole di Madre Teresa di Calcutta: «“La vita è un’opportunità, coglila. La vita è una sfida, affrontala. La vita è un dovere, compilo. La vita è un gioco, giocalo. La vita è una ricchezza, conservala. La vita è un’avventura, rischiala. La vita è felicità, meritala. La vita è la vita, difendila. Se temiamo il futuro, è solo perché stiamo sprecando il presente”».

Al termine della celebrazione, don Roberto ha ringraziato il Rettore per la sua presenza, ricordando, inoltre, l’appuntamento di venerdì prossimo 24 novembre, per l’inaugurazione dell’anno accademico ufficiale nei locali del Rettorato. Si è richiamato, poi, al discorso tenuto dal Rettore in occasione del Graduation Day: un elogio della serietà che non è seriosità, è piuttosto avere cura, vigliare, essere partecipi e sintonizzati sulle frequenze del presente.

A concludere, il Magnifico Rettore prof. Roberto di Pietra ha portato il saluto ufficiale in rappresentanza dell’Università degli Studi di Siena e si è unito alle parole del Cardinale e di don Roberto, esortando gli studenti all’impegno concreto per far fruttare ciò che ci viene donato, «perché il talento, senza impegno, va sprecato». Concordando con le parole di don Roberto, ha però ricordato che la serietà non è rassegnazione di fronte all’ineluttabilità delle sconfitte e che ad ogni piccolo fallimento va attribuito il peso che merita; che il percorso universitario è, insomma, solo un segmento dell’intero cammino di vita e come tale deve essere considerato, senza fare che un insuccesso significhi l’intero nostro valore o che, al contrario, l’intero percorso non significhi nulla.