Pentecoste

Pentecoste

Sex., 26 maio 23 Lectio Divina - Ano A

Cinquanta giorni dopo la Pasqua celebriamo la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, la Chiesa primitiva.

Una forza che brucia, una forza potente che, con dolcezza e delicatezza, illumina interiormente e trasmette forza.

Cristo Risorto comunica ai suoi amati discepoli il suo Spirito, il suo alito vitale, il suo amore, il suo perdono, una divina follia che non si può contenere. E in forza di questo amore chiede anche a loro di amare e perdonare, di essere annunciatori di misericordia.

E la prima Chiesa, arroccata sulle difensive, viene lanciata fuori e in avanti.

E lo Spirito trasforma quel gruppo di discepoli in un vero “focolaio” di Dio.

In quei personaggi sui quali scende la forza dello Spirito di Dio, una energia imprudente e bellissima, siamo rappresentati anche noi chiamati a diventare ogni giorno e ovunque portatori di amore.

Ogni piccola creatura è riempita dallo Spirito di Dio, in modo unico. Lo Spirito vuole discepoli geniali, creativi, non banali ripetitori.

Dio è in noi, in me. Quello Spirito ha rianimato una comunità di apostoli delusi e sconsolati, quello Spirito che ha incarnato Gesù nel grembo di Maria, fluisce inesauribile e illimitato, in me, in noi per farci gravidi di Dio e di genialità interiore, perché Cristo diventi mia lingua, mia passione, mia vita e io, come i folli e gli ebbri di Dio, mi metta in cammino con Lui per testimoniare l’amore del Padre.

Il sepolcro delle nostre paure si apre alla pace e alla gioia, lo Spirito ci toglie il cuore di pietra e ci dà un cuore di carne, capace di vivere secondo la parola di Dio e di “abitare” la terra; ci rende capaci di vivere da fratelli, vincendo il male con il bene.

Gesù, insufflando il suo Spirito nei discepoli, “li spinge per una “pandemia” del suo amore e continua a “contagiare anche oggi, anche noi oggi, se lo lasciamo entrare, se non ci ostiniamo a tenerlo “distanziato” (G. Berti).

Gesù risorto appare ai discepoli chiusi per paura nel Cenacolo e “si mette in mezzo”.

Ecco la Chiesa che viene fuori da questi racconti. Una Chiesa che ha nella circolarità il suo modello. La Chiesa, comunità di credenti di cui facciamo parte tutti noi con il Battesimo, è un luogo di fraternità dove al centro c’è Cristo come presenza sempre viva, come fonte di amore e di missione, come contagio di Dio che tocca tutti in uguale intensità anche se in modi diversi.

La Chiesa nasce come pluralità, come unità multiforme, come un meraviglioso poliedro. Ci sono diversità di carismi, di ministeri, di attività, ma uno solo è lo Spirito. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.

… imparando gli uni dagli altri, potremo riflettere meglio quel meraviglioso poliedro che dev’essere la Chiesa di Gesù Cristo. Essa … non è un’unità monolitica, ma una rete di svariati doni che lo Spirito riversa incessantemente in essa, rendendola sempre nuova nonostante le sue miserie.” (Papa Francesco, Christus vivit, 207)

Buona Pentecoste, dunque, e …“Lo Spirito Santo vi spinga in questa corsa in avanti”. (Papa Francesco)