Santissima Trinità

Santissima Trinità

Seg., 29 maio 23 Lectio Divina - Ano A

«O dolce Trinità,
mio Sgnore e mio Dio,
mistero di bontà
nascosto nel cuor mio,
Ti lodo con l'amore
che m'hai dato per Te,
come Ti loda il fiore
col profumo che ha in sé».

 

Mi piace iniziare la nostra riflessione con le parole di una breve e intensa poesia composta dalla nostra Fondatrice, Venerabile Maria Oliva Bonaldo del Corpo Mistico, e poi messa anche in musica, un dolcissimo canto; ella intuisce che il Mistero della SS.ma Trinità, che ha invaso il nostro cuore e tutta la nostra esistenza nel momento del Battesimo, chiede solo di essere riconosciuto, adorato e contemplato in noi. Se lo accogliamo si espande come un profumo prezioso nella nostra vita e fa sgorgare spontaneamente una risposta di lode e di amore. 

Ciò che muove, infatti, tutto il nostro essere e il nostro cuore all’amore, altro non è che l’Amore stesso di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo; infuso in noi mediante il Battesimo e la Confermazione, è alimentato attraverso la Grazia sacramentale ogni volta che ci accostiamo a ricevere l’Eucaristia, a celebrare la Riconciliazione, a santificare con la sacra Unzione il corpo provato dalla malattia.

È veramente un mistero! Il Padre e il Figlio, l’Amante e l’Amato, si avvolgono reciprocamente in una tale potenza d’Amore, lo Spirito Santo, da attirare ciascuno di noi e renderci recipienti e vasi comunicanti di tale forza generatrice.

Generatrice di cosa? Di sapienza, fortezza, pazienza, dominio di sé … Tutti i doni dello Spirito trasmessici con il Sacramento della Confermazione, e il frutto multiforme del medesimo Spirito descritto da Paolo nella Lettera ai Galati (5, 22), che si dispiega come “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”.

Tutte queste meraviglie sono a portata di mano, se il nostro cuore e la nostra vita quotidiana si aprono all’accoglienza di tale dono e alla possibilità di lasciarlo lievitare in noi.

 

L’antifona d’ingresso già riconosce e loda l’amore grande e sconfinato di Dio per noi:

Sia benedetto Dio Padre,
e l'unigenito Figlio di Dio,
e lo Spirito Santo:
perché grande è il suo amore per noi.

 E lo scorrere dei testi della Liturgia della Parola ce ne spiega il perché.

La I Lettura, tratta dal Libro dell’Esodo (34,4b-6.8-9), ci ricorda che Dio è costantemente in mezzo al suo popolo: un Dio pietoso e misericordioso che non si turba per i nostri peccati, e sempre perdona. Quale può essere l’origine, il motore di tutto ciò, se non l’amore, un amore sconfinato, che muove il Padre a pietà dei suoi figli, che muove il Figlio primogenito a farsi carico di tutti i suoi fratelli, che muove lo Spirito d’Amore a infondere vita nuova, affinché sappiamo lasciarci risollevare e riprendere il cammino?

L’origine, il motivo, il motore per la nostra ripresa altro non è che la forza battesimale: la Trinità che abita nei nostri cuori e desidera tutti e ciascuno quali figli prediletti.

 Il Vangelo (Gv 3,16-18) conferma tutto ciò: Dio perdona fino a farsi Lui stesso carico del male commesso dagli uomini di ogni tempo e luogo, e nel Figlio se ne fa carico, ne risponde in prima persona, affinché l’umanità tutta abbia la Vita, la Vita senza fine. In Lui la morte corporale, attraverso la quale ogni essere umano deve necessariamente passare, non ha più l’ultima parola. Poiché Lui non vuole la morte del peccatore, anzi ha donato la Sua vita per noi, affinché convertendoci viviamo per l’eternità.

Convertirsi, convertirci, è infatti credere nel mistero d’amore di un Padre e di un Figlio che si amano a tal punto da generare con il loro amore la forza e la potenza dello Spirito Santo, quello Spirito d’Amore che il Figlio ci dona nel momento in cui offre la Sua vita per la nostra salvezza (cfr. Mt 27,50); quello Spirito che dalla Pasqua in poi guida la Chiesa e ognuno di noi sulla via della pace.
Per questo il salmo responsoriale è tutto un inno di lode e di gloria: Benedetto … benedetto … benedetto … A te la lode e la gloria nei secoli! E in quel “te” c’è tutta la Trinità.

 Anche le parole di san Paolo nella II Lettura, tratta dalla seconda Lettera ai Corinzi (13, 11-13), sono un canto di lode e di gioia: «Siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi. Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano. La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.».

E qui c’è da notare che la gioia, il tendere alla perfezione, il sostenersi vicendevolmente vanno di pari passo; crescono l’uno insieme agli altri e sono radice e causa della pace nel cuore. Sono manifestazione di un cuore, di una vita abitata dalla Trinità; una vita condotta dall’Amore Trinitario nei piccoli passi del quotidiano.

Davanti alla freschezza e all’armonia di questa Liturgia siamo invitati a rendere grazie per chi ci ha condotto al Fonte Battesimale, per chi nel corso degli anni ci ha guidato ed aiutato a far lievitare in noi l’Amore trinitario, ci ha educato a lasciarlo traboccare in testimonianza di vita cristiana, che ha condotto altri fratelli ad aprirsi a questo incommensurabile dono.

Come la Vergine Maria non ci resta che cantare il Magnificat, cantandolo insieme a Lei e alla sua scuola, nonostante il quotidiano ci presenti, come ha fatto con Lei, montagne di difficoltà da scalare, certi che lo Spirito ce ne darà la forza.

La Vergine Maria ha pronunziato il suo Fiat abbandonandosi pienamente al progetto del Padre su di lei, mentre il Verbo diceva da sempre il suo Fiat al Padre e per opera dello Spirito Santo assumeva in lei un corpo umano.

È il miracolo dell’incarnazione del Verbo, il sì della creatura che si apre ad accogliere l’operato di Dio; e il Dio Uno e Trino prende in lei il volto dell’uomo. Da quel momento ogni nostro sì, anche il più stiracchiato e faticoso, permette alla Trinità di manifestarsi al mondo. E il Suo manifestarsi è rendere visibile e operante fra gli uomini l’Amore di Dio, Padre Figlio e Spirito Santo, di quel Padre fedele e misericordioso che, donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di amore, ci ha rivelato il mistero della sua Vita e ci fa contemplare sempre di nuovo il suo Volto.