Primizia di un’Opera

Primizia di un’Opera

Dom., 22 Set. 19 Fundadora

A Don Scotti, Maria scrive: «Con la grazia della conversione Gesù mi elargì subito quella della vocazione religiosa e con questo dono immenso l’insoddisfazione di fronte a tutti gli Istituti che mi si proponevano e il segreto bisogno, sempre represso e sempre risorgente, di offrire a Dio la primizia di un'Opera che riunisse in sé tutti i profumi delle altre: lo spirito di preghiera degli Ordini contemplativi, lo spirito di mortificazione degli Ordini penitenti, lo spirito di povertà degli Ordini mendicanti, lo spirito apostolico della Congregazioni moderne, ma soprattutto lo spirito di amore, di obbedienza, di attaccamento alla Chiesa, dei Gesuiti. Alla mia prima apertura di cuore su questo punto il mio reverendo Direttore rispose rigido e in modo da non ammettere repliche: “Dio vuole altri strumenti per tali opere”. Mi lasciai allora condurre dall'obbedienza prima alla Visitazione, poi in questo mio santo Istituto».
In un inedito profilo di Don Scotti, Maria scrive della sua Opera: «Il progetto era nato della grazia che nella processione del Corpus Domini mi aveva illuminato Il cuore e rivelato l'Amore di Dio. Poi si era elaborato da sé, in chiesa, per via, fra le cure della casa e gli impegni di scuola; con più chiarezza e dolcezza nelle lunghe meditazioni davanti ai Tabernacoli abbandonati e nei riposi delle convalescenze; con più ardore e dolore tra la folla dall'espressione distratta e immemore di Dio nei mercati di Mantova, nei corsi di Milano, nelle calli veneziane, nei periodi di attività: idea fissa che mi astraeva e non mi distraeva; mi lasciava libera nel momento presente e mi anticipava le ore intense dell’attuazione di cui non potevo dubitare».
                                                                                                                                                                                                                              S. Garofalo, Storia di un Carisma, 54-55