Cosa significa "Amen"?

Cosa significa "Amen"?

Qua., 13 maio 20 Formação litúrgica

Amen è una di quelle parole ebraiche che usiamo molto spesso, come Alleluia, a cui abbiamo già dedicato un approfondimento: Cosa significa Alleluia?

La parola Amen significa letteralmente: Verità e nella sua radice ha una relazione stretta con la parola Fede, anche se viene tradotto in molte occasioni come: "così è, così sia", come una formula di conferma o consenso.

Nell'Antico Testamento troviamo la parola Amen con quest’ultimo significato di "consenso" nel libro del Deuteronomio (27,15-26) in risposta a ciascuna delle 12 maledizioni che cadranno su coloro che non obbediscono alla Legge:
15«Maledetto l'uomo che fa un'immagine scolpita o di metallo fuso, abominio per il Signore, lavoro di mano d'artefice, e la pone in luogo occulto!». Tutto il popolo risponderà e dirà: «Amen».
16«Maledetto chi maltratta il padre e la madre!». Tutto il popolo dirà: «Amen».
17«Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo!». Tutto il popolo dirà: «Amen».
18«Maledetto chi fa smarrire il cammino al cieco!». Tutto il popolo dirà: «Amen».
19«Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell'orfano e della vedova!». Tutto il popolo dirà: «Amen».
20«Maledetto chi si unisce con la moglie del padre, perché solleva il lembo del mantello del padre!». Tutto il popolo dirà: «Amen».
21«Maledetto chi giace con qualsiasi bestia!». Tutto il popolo dirà: «Amen».
22«Maledetto chi giace con la propria sorella, figlia di suo padre o figlia di sua madre!». Tutto il popolo dirà: «Amen».
23«Maledetto chi giace con la suocera!». Tutto il popolo dirà: «Amen».
24«Maledetto chi colpisce il suo prossimo in segreto!». Tutto il popolo dirà: «Amen».
25«Maledetto chi accetta un regalo per condannare a morte un innocente!». Tutto il popolo dirà: «Amen».
26«Maledetto chi non mantiene in vigore le parole di questa legge, per metterle in pratica!». Tutto il popolo dirà: «Amen».

Un altro esempio lo troviamo del libro di Tobia (8, 4b-8), dove l'Amen di entrambi gli sposi nasce in risposta alla preghiera di Tobia:
Tobia si alzò dal letto e disse a Sara: «Sorella, alzati! Preghiamo e domandiamo al Signore nostro che ci dia grazia e salvezza». Lei si alzò e si misero a pregare e a chiedere che venisse su di loro la salvezza, dicendo: «Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedetto per tutte le generazioni è il tuo nome! Ti benedicano i cieli e tutte le creature per tutti i secoli! Tu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglie, perché gli fosse di aiuto e di sostegno. Da loro due nacque tutto il genere umano. Tu hai detto: «Non è cosa buona che l'uomo resti solo; facciamogli un aiuto simile a lui». Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con animo retto. Degnati di avere misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia». E dissero insieme: «Amen, amen!».

Anche nel libro di Giuditta (13,18-20) troviamo l'espressione Amen in bocca al popolo dopo la preghiera di Ozia:
Ozia a sua volta le disse: «Benedetta sei tu, figlia, davanti al Dio altissimo più di tutte le donne che vivono sulla terra, e benedetto il Signore Dio che ha creato il cielo e la terra e ti ha guidato a troncare la testa del capo dei nostri nemici. Davvero il coraggio che ti ha sostenuto non sarà dimenticato dagli uomini, che ricorderanno per sempre la potenza di Dio. Dio compia per te queste cose a tua perenne esaltazione, ricolmandoti di beni, in riconoscimento della prontezza con cui hai esposto la vita di fronte all'umiliazione della nostra stirpe, e ti sei opposta alla nostra rovina, comportandoti rettamente davanti al nostro Dio». E tutto il popolo esclamò: «Amen! Amen!».

Proprio questa conclusione: «Amen! Amen!» la troviamo anche nei Salmi 41, 72, 89.

Infine, nell'Antico Testamento il riferimento alla parola Amen nel suo senso più letterale di verità si riscontra, ad esempio, nel profeta Isaia (65, 15-16), quando parla del castigo che si abbatterà sugli idolatri:
Lascerete il vostro nome come imprecazione fra i miei eletti: «Così ti faccia morire il Signore Dio». Ma i miei servi saranno chiamati con un altro nome. Chi vorrà essere benedetto nella terra, sarà benedetto dal Dio degli Amen; e chiunque giura nel paese, giurerà dal Dio degli Amen, perché le angosce del passato saranno dimenticate e saranno nascoste ai miei occhi.

 

Nel Nuovo Testamento troviamo in molte occasioni la parola Amen. Il suo uso nei Vangeli è significativo: in Matteo lo si riscontra 31 volte, in Marco 13; in Luca 8 e in Giovanni 50. In totale, tra i Sinottici e Giovanni abbiamo più di cento occorrenze in cui Gesù pronuncia le parole Amen, amen... per introdurre un'affermazione solenne, vera, sottolineando l'autorità con cui pronuncia ciò che viene dopo, come proveniente dalla "Verità" che è Dio. In italiano viene tradotto con l’espressione: “In verità, in verità vi dico”...

Questa parola, ereditata dall'Antico Testamento e, come abbiamo visto, usata molte volte da Gesù, fu introdotta anche nella liturgia della Chiesa primitiva, come risulta in varie formule di lode a Dio (dossologie) riportate in vari scritti del Nuovo Testamento: nella Lettera ai Romani (1, 25; 9,5; 11,35; 15,33; 16,27); in 2 Corinzi (1,20), Galati (1,5; 6,17), Efesini (3,21), Filippesi (4,20), 1 Timoteo (1,17; 6,16), 2 Timoteo (4,18), Filemone (1,25), Ebrei (13,21), 1 Pietro (4,11; 5,11), 2 Pietro (3,18), Giuda (1,25) e nella visione della liturgia celeste dell’Apocalisse (1,6-7; 7,12; 22,20).

In tutti questi testi, la fiducia nel Signore è confermata ed espressa.

Soltanto nell'Apocalisse (3,14) troviamo l'uso dell'Amen come nome proprio che si identifica con Cristo: "Questo dice l'Amen, il testimone fedele e sincero, l'inizio della creazione di Dio".

A tale proposito, è interessante vedere che nel testo principale dell'ebraismo rabbinico, il Talmud (VI secolo), troviamo che la parola Amen è interpretata come un acrostico, che significa: Signore, Re, di cui mi fido.

Oggi diciamo normalmente Amen a conclusione di numerose preghiere o acclamazioni, per esprimere il nostro assenso consapevole e determinato. Nella Messa, ad esempio, rispondiamo Amen fino a dodici volte:

  1. Saluto iniziale
  2. Atto penitenziale 
  3. Gloria
  4. Risposta alla preghiera Colletta
  5. Credo
  6. Risposta alla preghiera dei fedeli
  7. Risposta alla preghiera sulle offerte
  8. Dossologia
  9. Rito di pace
  10. Comunione
  11. Preghiera dopo la comunione
  12. Benedizione

Vale la pena di evidenziare almeno due grandi "Amen" all’interno della celebrazione, sottolineati anche nell’Ordinamento Generale del Messale Romano [OGMR]:

La Dossologia: “Al termine della Preghiera eucaristica, il sacerdote, prendendo la patena con l’ostia insieme al calice, ed elevandoli entrambi, pronuncia, lui solo, la dossologia: Per Cristo… Il popolo al termine acclama: Amen. Poi il sacerdote depone sopra il corporale la patena e il calice (OGMR, 151).

Dopo la grande preghiera indirizzata al Padre, che è la Preghiera eucaristica, si termina con una grande acclamazione che - cantata o recitata - è esclusiva per il sacerdote presidente e gli eventuali concelebranti (cfr. OGMR, 236); ad essa il popolo di Dio acconsente con un solenne Amen, al quale non si aggiungono il sacerdote o i sacerdoti concelebranti.

La Comunione: In risposta all’asserzione del sacerdote o del ministro straordinario della comunione: "Il Corpo di Cristo" ogni fedele che si comunica risponde: Amen. Si tratta di un gesto di adorazione davanti al Santissimo Sacramento dell'Eucaristia, come afferma chiaramente il Papa Benedetto XVI:
“Nessuno mangia questa carne senza prima adorarla; … peccheremmo se non la adorassimo” (cfr Agostino, Enarratio in Psalmis 98,9 CCL XXXIX 1385). Di fatto, non è che nell'Eucaristia riceviamo semplicemente una qualche cosa. Essa è l'incontro e l'unificazione di persone; la Persona, però, che ci viene incontro e desidera unirsi a noi è il Figlio di Dio. Una tale unificazione può soltanto realizzarsi secondo le modalità dell'adorazione. Ricevere l'Eucaristia significa adorare Colui che riceviamo. Proprio così e soltanto così diventiamo una cosa sola con Lui. Perciò, lo sviluppo dell'adorazione eucaristica, come ha preso forma nel corso del Medioevo, era la più coerente conseguenza dello stesso mistero eucaristico: soltanto nell'adorazione può maturare un'accoglienza profonda e vera. E proprio in questo atto personale di incontro col Signore matura poi anche la missione sociale che nell'Eucaristia è racchiusa e che vuole rompere le barriere non solo tra il Signore e noi, ma anche e soprattutto le barriere che ci separano gli uni dagli altri” (Discorso alla Curia romana, 22 dicembre 2005).

Infine, può essere importante far notare che dopo la Preghiera del Signore, cioè il Padre nostro, l’Amen non viene detto, perché il Padre nostro è collocato all'interno della Messa in una struttura molto specifica, con questa sequenza: Invito / Preghiera (senza amen) / Embolismo / Dossologia. L’embolismo consiste in un prolungamento della preghiera precedente; infatti raccoglie e sviluppa l'ultima richiesta del Pater e chiede ardentemente, per l'intera comunità dei fedeli, la liberazione dal potere del male e la pace (cfr. OGMR 81); l’embolismo è seguito immediatamente dalla dossologia, recitata (o possibilmente cantata) da tutti: Tuo è il regno, tua la potenza e la gloria, nei secoli dei secoli. Soltanto al termine di questa sequenza si conclude con l’Amen comunitario.

Originale: Oscar Valado http://elcientoporuno.blogspot.com/