Cos'è la Pasqua?

Cos'è la Pasqua?

Sáb., 03 Abr. 21 Formação litúrgica

Alla domanda: che cos'è la Pasqua? Possiamo rispondere in modo molto semplice: per noi cristiani è il momento in cui celebriamo la risurrezione di Gesù.

Ma scaviamo un po 'più a fondo.

La parola PASQUA l’abbiamo ereditata dai nostri fratelli maggiori, gli Ebrei; per loro è la cena rituale in cui, ricordando la loro liberazione dalla schiavitù in Egitto descritta nel libro dell'Esodo, consumano il pasto a base di agnello e pane azzimo, lodando il Signore con salmi e preghiere. Il nome della Pasqua ebraica (פסח) significa "passaggio", perché commemora sia il passaggio del Signore in mezzo alle case degli Ebrei per salvare i loro primogeniti (mentre quelli degli egiziani venivano colpiti dalla morte) sia il passaggio attraverso il Mar Rosso e la successiva consegna della Legge, che sancisce il percorso dalla schiavitù alla libertà.

Gesù, da buon ebreo, celebrò ogni anno la Pasqua ebraica, ma prima del suo ritorno al Padre diede un nuovo significato a questo evento. Ora la Pasqua è Cristo stesso: è Lui l'Agnello pasquale che con la sua morte e risurrezione ha offerto l'ultimo sacrificio sulla Croce e ha stabilito il nuovo Patto, la riconciliazione di Dio con l'umanità, dando origine a una nuova comunità, la Chiesa.

A metà del secondo secolo, le comunità cristiane, oltre a celebrare la Pasqua settimanale il primo giorno della settimana (domenica), incontrandosi nel nome del Signore per ascoltare la sua Parola e spezzare il Pane, hanno anche incominciato a celebrare la solennissima festa annuale di Pasqua nel periodo in cui avvenne la risurrezione, rendendola la festa più importante della cristianità.

Ma perché Pasqua non è sempre nella stessa data? Questo ha molto a che fare con la luna, perché nel IV secolo, durante il concilio di Nicea (325), fu stabilito che la Pasqua sarebbe stata celebrata la domenica successiva alla luna piena di primavera; può cadere quindi tra il 22 marzo e il 25 aprile.

Il tempo liturgico pasquale inizia la domenica di Pasqua e si prolunga per una settimana con l'ottava di Pasqua (come se fosse una domenica della durata di una settimana): si canta il Gloria, si può leggere la Sequenza pasquale, ci si saluta con il doppio Alleluia... La festa della risurrezione continua poi per altre sei settimane, fino alla domenica di Pentecoste.

È importante comprendere perché il giorno in cui termina la Pasqua è a "Pentecoste", cioè a 50 giorni dalla Solennità pasquale... Occorre pensare anche al numero 7, che nelle Scritture è sempre stato identificato con il significato di pienezza o totalità: 7 sono i giorni in cui la creazione è durata, terminando il sabato; l'ottavo giorno è identificato con la risurrezione e anche con la nuova creazione. Pertanto la Pasqua è di 7 settimane (7x7), e la pienezza arriva a Pentecoste, 50° giorno, attraverso l’effusione dello Spirito Santo.

Nelle celebrazioni pasquali ci sono anche elementi significativi da non trascurare:
1) Il colore liturgico è il bianco, che ricorda la gioia e la purezza derivanti dalla Fede nel Risorto.
2) In tutte le celebrazioni dei cinquanta giorni è presente ed acceso il Cero pasquale, simbolo della luce di Cristo risorto che vince le tenebre della morte e del male.
3) Nelle celebrazioni domenicali il rito dell’aspersione con l’acqua benedetta, in ricordo del Battesimo, può sostituire l'atto penitenziale.
4) L'alleluia viene cantato di nuovo dopo l’astensione nel periodo quaresimale; anche il versetto del Salmo responsoriale può essere sostituito con "alleluia".
5) I fiori diventano di nuovo visibili dopo una quaresima austera, a indicare la gioiosa partecipazione della natura alla rinascita portata dalla risurrezione.

Originale: Oscar Valado (elcientoporuno.blogspot.com)