Il Tempo Ordinario: Tempo della sequela

Il Tempo Ordinario: Tempo della sequela

Dom., 23 maio 21 Formação litúrgica

Con la solennità di Pentecoste si conclude il tempo del "lietissimo spazio" che ha invaso di gioia tutta la Comunità dei credenti effondendo i doni dello Spirito su ogni creatura. La gioia pasquale continua nel Tempo ordinario soprattutto la domenica, Pasqua della settimana, giorno santo in cui celebriamo la risurrezione di Gesù; giorno in cui veniamo ricreati dalla Parola ascoltata e celebrata, dal Corpo e Sangue di Cristo versato per tutti.

La domenica, «festa primordiale» dei cristiani (Sacrosanctum Concilium, n. 106), nasce il mattino del giorno della risurrezione, il primo giorno dopo il sabato, e occupa un ruolo fondamentale durante tutto l’anno liturgico.

Nel tempo ordinario la Chiesa fa esperienza in un modo particolare della centralità della domenica per la sua vita; essa, primo giorno della settimana, ricorda anche il primo giorno della creazione, quando Dio separò la luce dalle tenebre; è inoltre “il primo giorno dopo il sabato”, giorno della risurrezione del Signore, e pertanto “primo giorno” della creazione rinnovata; infine la domenica è “l’ottavo giorno”, giorno che porta in sé simbolicamente e significativamente la pienezza della speranza. Tutti questi tratti del “volto” della domenica sono raccolti in modo molto efficace in un testo liturgico, il Prefazio X per le domeniche del tempo ordinario:

«Oggi la tua famiglia, riunita nell’ascolto della tua Parola e nella comunione dell’unico pane spezzato, fa memoria del Signore risorto nell’attesa della domenica senza tramonto, quando l’umanità intera entrerà nel tuo riposo».

Nel tempo ordinario siamo insistentemente sollecitati a metterci in ascolto della Parola del Signore: ascoltare significa fare spazio per Lui, mettendo a tacere ogni alta voce; così la parola e i gesti di risposta che nascono dall’ascolto stabiliscono una relazione vera, che permette di integrarsi in una rete di rapporti che danno significato alla propria esistenza.

La Chiesa nasce e vive dall’ascolto della parola del Signore, che si incontra con la domanda di senso che abita ogni essere umano. Queste due parole – dell’uomo e di Dio – non si ascoltano mai una volta per tutte, perciò la Chiesa è chiamata ad accoglierle quotidianamente sempre come nuove nel contesto storico in cui vive.

Il tempo ordinario diventa così, per i battezzati e confermati che vengono ogni domenica per celebrare l'Eucaristia, un programma continuo di penetrazione nel mistero della salvezza (mistagogia), seguendo l'esistenza umana di Gesù attraverso i Vangeli, contenuto principale ed essenziale della celebrazione liturgica della Chiesa.

Infatti, come afferma l’Ordinamento delle Letture della Messa (OLM), l’elemento che, in modo ancor più significativo che negli altri tempi liturgici, costituisce il culmine e nello stesso tempo il cuore della liturgia della Parola, è la lettura dei Vangeli. Sempre, nella liturgia della Parola, l’elemento principale è costituito dal Vangelo. OLM al n. 13 afferma: La lettura del Vangelo costituisce il culmine della stessa liturgia della Parola», proprio perché la celebrazione eucaristica è sempre celebrazione del mistero di Cristo che nel vangelo viene “narrato”; e al n. 10, mentre parla del nesso tra sacra Scrittura ed Eucaristia, precisa: «Nella parola di Dio si annunzia la divina alleanza, mentre nell’Eucaristia si ripropone l’alleanza stessa, nuova ed eterna. Lì la storia della salvezza viene rievocata nel suono delle parole, qui la stessa storia viene ripresentata nei segni sacramentali della liturgia».

Non c’è dubbio quindi che la Liturgia della Parola domenicale ha in sé una grande ricchezza, che culmina con la proclamazione del Vangelo. Così, durante il tempo ordinario e nel corso dei tre cicli annuali, la Chiesa ci propone una selezione ordinata di passi evangelici, che ci permettono di ripercorrere la vita del Signore; si tratta di un vero e proprio punto di riferimento, attraverso la lettura continua dei vangeli sinottici:

Matteo (ciclo A)
Marco (ciclo B)
Luca (ciclo C)
Il Vangelo di Giovanni è rappresentato con il capitolo 6 nel ciclo A.

Una caratteristica molto visibile di questo tempo è il colore verde dei paramenti sacri; sebbene non abbia un'origine ben definita, certamente evoca speranza, natura, pace.

Con le sue trentaquattro settimane il tempo ordinario diventa un continuum celebrativo, a partire dall'episodio del Battesimo del Signore, per andare, passo dopo passo, al compimento del mistero della salvezza rivelato nell'esistenza di Gesù.
Domenica dopo domenica impariamo da Gesù e condividiamo con lui le piccole cose della nostra stessa vita.

Notiamo ancora che il tempo ordinario è diviso in due parti:

- dal lunedì dopo il Battesimo del Signore (prima settimana del Tempo Ordinario) fino al mercoledì delle Ceneri.
- dal lunedì dopo Pentecoste ai primi vespri della prima domenica d’Avvento.

Delle 52 settimane dell'anno, 34 si svolgono nel tempo ordinario; e di queste, 6 nella prima parte e 28 nella seconda.

Il ritmo continuativo delle domeniche nel tempo ordinario è importante da mantenere; tuttavia, ci sono feste del Signore o solennità di alcuni santi che hanno la precedenza sulla cadenza domenicale. In particolare ricordiamo:
- La Presentazione del Signore (Candelora), San Giovanni Battista, Santi Pietro e Paolo, Trasfigurazione del Signore, Assunzione di Maria, Esaltazione della Santa Croce, Ognissanti, Fedeli defunti, Dedicazione della Basilica lateranense, Festività del Santo patrono della città o titolare della chiesa.
- La solennità di Gesù Cristo Re dell'Universo, a conclusione dell’anno liturgico, ultima domenica del tempo ordinario (XXXIV).
- Le due domeniche dopo Pentecoste, con le solennità della Trinità e del Corpo e Sangue di Cristo (Corpus Domini).

Il lunedì successivo alla Pentecoste, dal 2019 è dedicato alla celebrazione della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa. Papa Francesco ha deciso di inserire la nuova memoria nel Calendario Romano Generale, rendendola così obbligatoria per tutta la Chiesa di Rito Romano. Il sito «Vatican news», spiega: «Il Papa vuole promuovere con questa iniziativa la crescita del senso materno della Chiesa nei Pastori, nei religiosi e nei fedeli, come anche della genuina pietà mariana».

Non mancano le motivazioni per prolungare la gioia pasquale, così come sentire la brezza dello Spirito che lungo l’intero anno non smette di soffiare come vento leggero!

Il tempo ordinario vuole educarci a riprendere contatto con quanto di bello e di buono ciascuno di noi ha ricevuto nei Sacramenti; è tempo di andare incontro allo Sposo nella semplicità dei giorni. La spiritualità del Tempo Ordinario ci fa scoprire che la vita non è fatta solo di grandi momenti, di grandi eventi, ma di fatti piccoli e soprattutto costanti.

Siamo in cammino dunque!... Continuamente protesi verso il Regno dei cieli che costruiamo tappa dopo tappa nell’arco dell’anno liturgico.
Nella ferialità del tempo che scorre veniamo abilitati a rendere grazie, sempre e in ogni luogo, al Signore nostro Dio.