Prefazio di Pasqua

Prefazio di Pasqua

Sex., 02 Abr. 21 Formação litúrgica

Dopo la lunga preparazione quaresimale accogliamo il grande Mistero della vita cristiana e dopo aver rivissuto la Passione del Signore ci rallegriamo per la sua gioiosa risurrezione.

Il titolo del I Prefazio di questo tempo forte è: “Cristo Agnello pasquale”.

 

Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
È Lui il vero Agnello che ha tolto i peccati dal mondo,
è Lui che morendo ha distrutto la morte
e risorgendo ha ridato a noi la vita. …

È un dovere per la Chiesa Sposa ricercare ed amare il suo Signore, proclamare la sua gloria, lodarlo, riconoscerlo e cantarlo.
Il Prefazio ci sollecita a comprendere che nell’immolazione del Signore Gesù si radica la nostra salvezza; e ci aiuta a esprimergli il nostro amore attraverso la lode.

Il tono di fondo è quello della glorificazione: se in ogni circostanza dobbiamo glorificare il Signore, più di sempre occorre farlo nel giorno di Pasqua (e in tutto il tempo pasquale) perché il Signore è Vivo! Glorificare implica un atteggiamento gioioso, un canto vibrante, perché l’anima ricolma di gioia esulta, grida, canta, piena d’amore.

Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato; un’immolazione causata dall’amore, per darci gratuitamente la salvezza desiderata. Cristo è la nostra Pasqua! A questa offerta pasquale del Signore, immolazione perfetta, siamo associati con l’Eucaristia; celebriamo la Pasqua con gli azzimi della sincerità e della verità (1Cor 5,6-8); viviamo nella verità alla luce della Pasqua.

Cristo è il vero Agnello che ha tolto il peccato del mondo, prefigurato nell’Agnello pasquale dell’Esodo, il cui sangue salvò il popolo di Israele dall’angelo distruttore. Lui, l’Agnello indicato da Giovanni il Precursore, prende su di sé i nostri peccati e li distrugge sulla croce: è questo l’ammirabile scambio per cui possiamo cantare: Felice colpa, che ci meritò un tale Redentore!

Morendo Egli ha distrutto la nostra morte! La terribile morte, ogni nostra morte è stata distrutta dal Figlio nella sua discesa agli inferi. La morte è stata assorbita dalla sua vittoria. Resuscitando ha restaurato la vita, quella vera, delle origini, progettata da Dio e offerta gratuitamente a chi mangia dell’albero della vita, cioè la Croce e il suo prezioso frutto.

La vita è possibile, il tempo della Vita e della Grazia è stato aperto per la potenza della Risurrezione di Cristo. Non siamo fatti per la morte, ma per la Vita che Cristo offre e che già possiamo vivere. Se siamo risorti con Cristo, cerchiamo le cose di lassù, dove si trova il Cristo (cf Col 3,1-4).

L’effusione del gaudio pasquale trabocca nel canto e nella lode. Ed è proprio dell’anima cattolica vivere in costante effusione di gioia, lontana da ogni tristezza, ancorata nella speranza. Effusione di gioia pasquale che affina l’anima per cantare degnamente l’Alleluia, per vivere in letizia i cinquanta giorni di festa pasquale.

Per la risurrezione di Cristo il mondo intero si ricolma di gioia: è iniziato un mondo nuovo. Tutte le creature del Signore sono invitate a benedire il Signore, perché la creazione è stata inondata della luce pasquale e sono stati inaugurati un nuovo cielo e una nuova terra. Tutto è nuovo! Il mondo canta in giubilo il cantico dei redenti: Alleluia!

Alla gioia della Chiesa e del mondo ricolmato di felicità si uniscono il cielo, gli angeli, gli arcangeli, i Santi e la Vergine Maria, Regina del cielo; in un’unica voce il cielo e la terra, la Chiesa pellegrina e quella Celeste cantano la gloria del Signore e la sua santità, ammirabili nel mistero della Pasqua. 

Libera traduzione 
Originale: Oscar Valado http://elcientoporuno.blogspot.com/