#2step: Emozioni "PARASSITE" o "AUTENTICHE"?

#2step: Emozioni "PARASSITE" o "AUTENTICHE"?

Ter., 23 Jan. 18 Formação

Proseguiamo con la seconda tappa del cammino verso noi stessi.

L’elemento più incoraggiante della nostra vita è che NON C’È NIENTE CHE È DATO UNA VOLTA PER TUTTE! La persona ha in sé sempre la possibilità di cambiare! Pensate quale enorme risorsa abbiamo! Guai a noi se “di-sperati” pensiamo di noi stessi o degli altri: “non potrò mai cambiare, non potrà mai cambiare!” Questo pensiero viene dal maligno! Ciò non toglie la responsabilità di vedere le cose che non vanno, farle emergere, per migliorare. Ci sono infatti cicatrici e difese che costruiamo dentro di noi per proteggere la nostra vulnerabilità (per non essere schiacciati, quindi!) che col tempo tendono a costruire dentro di noi MODELLI DI AZIONE e di REAZIONE. Significa che quando imparo una tecnica che vedo che mi può salvare in quel contesto tendo a rimetterla in atto ogni qualvolta mi si presenta un contesto simile. (Elementare Watson! Si chiama ottimizzazione delle energie!).

Il problema è che questi modelli ci ingannano a tal punto da farci perdere ogni senso della nostra identità e della nostra coerenza personale.

Non è affatto facile essere ONESTI CON SE STESSI, perché questo comporta che riconosciamo le nostre emozioni represse per ciò che esse REALMENTE sono e che le riveliamo agli altri.

A questo proposito vedo utile un approfondimento sulle emozioni.

Quando manca la conoscenza del proprio mondo interiore si rischia di vivere l’affettività come un pericolo da cui doversi difendere con vari meccanismi disfunzionali. Se non ci accorgiamo di quello che viviamo interiormente la conseguenza più scontata e naturale è che perpetuiamo uno stile di vita che si allontana dall’ideale di avere in noi gli stessi sentimenti di Cristo e non affrontiamo in maniera adeguata i problemi che vorremmo superare.

Sinteticamente una chiave di discernimento delle emozioni:

  • PARASSITE: sono quelle che ci provocano disagio. Si chiamano “parassite” perché servono a manipolare le dinamiche relazionali e prendono il posto di un’altra emozione che ci proibiamo di sentire. Sono emozioni reali (una persona può essere realmente arrabbiata e quindi percepire l’ira ma non è detto che l’ira sia realmente l’emozione profonda, ne può nascondere un’altra).
  • AUTENTICHE: il riconoscimento e l’espressione di questo secondo tipo serve a regolare i propri stati affettivi e ad affrontare in modo funzionale e positivo una situazione reale nel momento presente. Sono autentiche tutte quelle emozioni che vediamo manifestarsi nel bambino piccolo, non ancora influenzato dai condizionamenti sociali e culturali.

Se non abbiamo la possibilità di esprime l'amozione autentica ecco che abbassiamo il livello della nostra autenticità, adattandoci non a quello che proviamo realmente ma a quello che è più conveniente esprimere in quel dato contesto sociale, familiare... La persona imparerà a reprimere l’emozione autentica, ad esempio perché viene considerata negativa, e talvolta a sostituirla con un’altra emozione, detta appunto emozione parassita.

I bambini imparano a usare emozioni parassite per adeguarsi a quanto richiesto dai familiari e ottenere più facilmente soddisfacimento dei propri bisogni all’interno della famiglia. Alcuni messaggi talora espressi direttamente o indirettamente ai figli sono: “I bambini non piangono come delle femminucce” oppure “Le bambine non si arrabbiano altrimenti diventano brutte”. È importante tenere presente che questi messaggi passano solitamente per canali diversi da quelli verbali e vengono tramandati con facilità da una generazione all’altra attraverso il comportamento.

Divenire consapevoli delle proprie emozioni parassite è il primo passo per permetterci di recuperare le nostre emozioni autentiche, restituendo loro il valore e la funzione originari. Infatti, solo l’espressione delle emozioni autentiche è adeguata ed efficace nella risoluzione dei problemi presenti nel qui-e-ora.

 

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE PERSONALE

  • Sono capace di dare un nome alle amozioni che provo? Rabbia, gelosia, paura, gioia, tristezza, rancore...
  • Provo a fare un passo ulteriore... sono "autentiche" o "parassite", frutto cioè di altro che vuole rimanere nascosto?
  • Posso prendermi una settimana e ogni sera scrivo le emozioni della gionata. E' un'educazione anche questa. Si impara facendo...

 

Bibliografia:

Powell, Perché ho paura di dirti chi sono, Gribaudi, 1972.

Crea, Psicologia, spiritualità e benessere vocazionale, EMP, 2014.

Cookies make it easier for us to provide you with our services. With the usage of our services you permit us to use cookies.
More information Ok