Dal dolore, un valore

Dal dolore, un valore

Qui., 22 Abr. 21 Filhas da Igreja Fundadora

Il 14 gennaio 1923 si spegneva a Bassano del Grappa Giuseppe Bonaldo e Maria non poté essere accanto al padre per un'ultima testimonianza di amore e di riconoscenza. La  reazione di Maria, domata con il coraggio della virtù, era ancora viva nella sua memoria quando, il 2 giugno 1940, confido a Igino Giordani: «Per obbedienza, per fare la volontà di Dio, io ho affrettata la morte del mio povero babbo. “Tu uccidi tuo padre”, mi scriveva una zia atea... e io ho dovuto proprio lasciarlo morire. Mio Dio, che strazio! Dovetti farmi una vera violenza per non schiaffeggiare le persone che mi impedivano di fuggire dal convento col solo ricordarmi la Volontà di Dio. Ricordo che resistetti con questa fortificante persuasione: “Se uccido mio padre, gli salvo l'anima”. Egli fece infatti la sua seconda Comunione solo sul letto di morte».
Ogni esperienza spirituale di Maria non si è esaurita nei brevi momenti di un episodio, ma ha avuto effetti duraturi nel tempo, risultando un tocco magistrale e provvidenziale di Dio per prepararla alla sua vera missione. Diventata Madre delle Figlie della Chiesa, essa concepirà e attuerà un progetto nuovo per fare in modo che i genitori delle sue suore rimasti soli e senza assistenza ricevessero le cure premurose delle figliuole che avevano donato a Dio. Nel 1945 ospito nella casa delle Figlie della Chiesa a Treviso la prima coppia e il 1° luglio 1948, nonostante le perplessità dell’autorità per una iniziativa insolita e gravosa, fu eretta canonicamente a Castelnuovo di Vicenza la casa «Mater Salvatoris» destinata ai genitori, grazie a una provvidenziale donazione.

Garofalo, Storia di un Carisma, 81-82