Sacerdoti
All’inizio dell’“Opera”, generata dal Carisma a lei donato dallo Spirito, la Venerabile Madre Maria Oliva Bonaldo si chiedeva se Gesù volesse includervi anche i Sacerdoti; e lasciava questa ispirazione nelle mani del Signore, mentre si dedicava alla formazione delle Figlie che il Signore le affidava, dando vita ad un Istituto religioso femminile.
Diversi Sacerdoti e Vescovi che hanno potuto avvicinarla hanno trovato ispirazione e forza nelle sue parole e nella sua premura insieme filiale e materna.
Oggi alcuni Presbiteri sentono la chiamata a vivere il proprio ministero all’interno della propria Chiesa diocesana, ispirandosi al Carisma della Venerabile, che così lo esprime: «Conoscere, amare, testimoniare la Chiesa; farla conoscere e farla amare; pregare, lavorare e soffrire per essa, a imitazione di Gesù, che amò la Chiesa e per essa sacrificò se stesso».
Sicut Christus dilexit Ecclesiam
PROFILO DEL SACERDOTE FIGLIO DELLA CHIESA
- L’“Opera” generata dal Carisma della venerabile Madre Maria Oliva Bonaldo si presenta oggi come una Famiglia carismatica che comprende l’Istituto Suore Figlie della Chiesa, le Consacrate Ecclesia Mater, l’Associazione dei fedeli Figli della Chiesa, l’Associazione Sicut Novellae Olivarum, i Sacerdoti Figli della Chiesa.
- Identità del Sacerdote Figlio della Chiesa È un membro del presbiterio diocesano che vive in comunione con il suo Vescovo e a servizio della propria Chiesa locale; e sente la chiamata a vivere il suo ministero ispirandosi al Carisma della Venerabile Madre Maria Oliva Bonaldo.
- Elementi cardine del Carisma
1. «Conoscere, amare, testimoniare la Chiesa; farla conoscere e farla amare; pregare, lavorare e soffrire per essa, a imitazione di Gesù, che amò la Chiesa e per essa sacrificò se stesso».
2. «Formare Cristo nelle anime» attraverso l’esercizio dei tria munera. - Elementi della spiritualità sacerdotale dei Figli della Chiesa
1. Mettere al centro della giornata la Parola con la Lectio divina e l’Eucaristia, celebrata e adorata, nella consapevolezza che si è apostoli e missionari in quanto contemplativi.
2. Curare ed educare al decoro e alla bellezza della liturgia, valorizzandone i segni e coltivando il canto sacro.
3. Coltivare amore filiale e fedele obbedienza verso il Papa ed i Vescovi, promuovendo la conoscenza del loro magistero.
4. Essere pastore in mezzo e per il popolo di Dio secondo il Cuore di Cristo.
5. Essere all’interno del proprio presbiterio diocesano fermento di comunione nello spirito di Chiesa-Famiglia e tenere alta la tensione verso l’«Ut unum sint» (cfr. Gv 17),
6. Testimoniare l’amore preferenziale per i poveri “di pane e di Dio”.
7. Custodire il rapporto con la Beata Vergine Maria, nel mistero di Cristo e della Chiesa .
8. Tendere alla santità per la gloria del Padre e la vita del mondo. Il Sacerdote Figlio della Chiesa, se lo desidera, può liberamente emettere i voti privati. - Vincoli con l’Istituto delle Figlie della Chiesa e gli altri membri della Famiglia carismatica: comunione nella spiritualità e nel Carisma e giusta autonomia nell’organizzazione della vita personale e di gruppo.