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Salmo 27

Salmo 27

Sab, 25 Mar 23 Commento alla Parola - Salmi

Il Salmo 27 è un Salmo di fiducia in cui troviamo motivi che pervadono tutto il salterio. Si può dividere in due parti: vv 1-6 e 7-14.

I primi sei versetti hanno un sapore guerresco: si parla di battaglia, di nemici, di malvagi. Dato che il Salmo è attribuito a Davide fa pensare al Re che torna da una vittoria ed entra nella casa del Signore per ringraziarlo. Grato per il successo conseguito, il Re/Salmista si interroga: “Di chi avrò paura?... Di chi avrò timore?

Questi sentimenti, che accompagnano spesso la vita umana e paralizzano le persone togliendo loro ogni possibilità di reagire, sono fugati dalla certezza che il Signore si pone dalla parte dell’orante per difenderlo e salvarlo. Anche nella situazione drammatica di assalto da parte dei nemici, anche quando si trova davanti un esercito schierato o è immerso nella mischia della battaglia, ha fatto esperienza che se prevale la fiducia nel Signore i nemici vengono sbaragliati: “Sono essi a inciampare e cadere”, perché chi si mette contro il Signore prima o poi viene abbattuto dalla giustizia divina.

La vittoria sul nemico consente all’orante di esprimere liberamente il suo anelito più profondo: “Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore...” (v. 4). Questo combattente che ritorna dalla battaglia dopo aver vinto i nemici, in realtà è un contemplativo; è uno che passerebbe tutti i suoi giorni nella casa del Signore; ha bisogno di gustare la dolcezza di abitare presso di Lui nel tempio, luogo privilegiato in cui sente che Dio “mi offre un luogo di rifugio … mi nasconde nel segreto della sua dimora”... (v. 5).

Qui, sulla rupe sacra in cui il tempio è costruito, può offrire in serenità sacrifici d’esultanza e cantare inni di gioia al suo Salvatore.

Nella seconda parte (vv. 7-14) il salmista cambia stile; abbandona i toni trionfalistici e si fa supplice, con una preghiera più personale ed intima: “Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido... Abbi pietà di me, rispondimi... (v. 8)"  A questo trionfatore non bastano le vittorie esteriori, ha bisogno che il suo divino interlocutore lo ascolti in profondità; ha bisogno di un rapporto faccia a faccia con Lui; il suo cuore lo spinge a cercare il suo volto... Si tratta di una domanda ardente, reiterata, perché l’orante non potrebbe sopportare tale privazione.

In questa ricerca del Volto, colui che poco prima si presentava come sicuro e trionfatore si manifesta come una persona fragile, timorosa, bisognosa di aiuto; una persona che ha fatto l’esperienza dell’abbandono da parte dei genitori (v. 9) e che ha trovato soltanto in Dio aiuto e salvezza: è Lui che lo ha raccolto e gli donerà di nuovo sicurezza davanti al venir meno di tutti i sostegni umani.

Per questo di nuovo supplica: “Mostrami, Signore, la tua via...” (v. 11). Chiede di essere guidato sul retto cammino, cioè di saper discernere, tra le tante direzioni possibili, quale sia la via retta; trovandosi infatti ancora in mezzo a nemici teme che le loro insidie gli facciano imboccare una strada sbagliata. Ancora una volta perciò, constatando la sua situazione di precarietà, domanda di non essere esposto “alla brama degli avversari...” e sentendosi quasi trascinato in tribunale vuole essere liberato dai falsi testimoni che si sono fatti avanti contro di lui con intenzioni violente (v. 12).

I versetti finali sono un ulteriore colpo d’ala per esprimere la totale fiducia di quest’uomo tormentato, che si fida del Signore e trova forza nel porre in Lui tutta la sua speranza: Sono certo di contemplare la bontà del Signore …. (vv. 13-14).

Il Salmo che si è aperto con il desiderio di contemplare tale Bellezza nel santuario, termina con il desiderio di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi, quindi non soltanto nella vita eterna, ma anche di quella di adesso, perché la terra dei viventi è già qui possesso di coloro che lodano il Signore e vivono davanti a Lui.

Lettura cristiana

Il Salmo è molto ricco di insegnamenti anche per ogni cristiano. L’anelito del Volto di Dio, il ringraziamento per il suo aiuto, la gioia di appartenere alla Chiesa accompagnano il cammino di ogni fedele. In particolare si potrebbe far riferimento ai Sacramenti della Riconciliazione, quando si è combattuto con il peccato e ci si è distaccati da esso, e dell’Eucaristia, punto di arrivo del cammino di Emmaus, che fa riscoprire il Volto di Cristo risorto dopo un percorso segnato da scoraggiamento e da dubbi.

Domande per la riflessione personale

  • Nel mio rapporto con Dio, cerco di esprimergli riconoscenza per le vittorie sul male che Egli mi fa sperimentare?
  • Riesco a scoprire la Bellezza del suo Volto anche attraverso il ministero sacramentale della Chiesa?
  • Sperimento la certezza del suo aiuto in ogni circostanza, felice o avversa?